Un videogioco per raccontare la storia della nostra Ferrara
Gli studenti di tre classi dell’Iti e del Dosso Dossi hanno completato il progetto Iscritto al concorso “Io Amo i Beni Culturali” oggi viene presentato all’Ariostea
di DAVIDE BONESI
La storia diventa un videogioco. Ferrara fra Medioevo e Rinascimento, ma anche Biagio Rossetti indimenticato protagonista della grandezza della città estense. Tutti elementi del videogioco creato da tre classi superiori di istituti cittadini, due del liceo artistico “Dosso Dossi” per la parte grafica, una dell’Iti “Copernico-Carpeggiani” per il software del gioco.
Oggi alle 17 alla Biblioteca Ariostea, in via Scienze, “In gioco fra le carte” viene presentato per la prima volta completo a Ferrara, al termine del progetto presentato per partecipare al concorso regionale “Io Amo i Beni Culturali”. E il pensiero è andato a un bel videogioco ambientato nella Ferrara del passato, magari non proprio la prima idea che poteva venire in mente.
«Beh, diciamo che era un modo per far passare la storia in modo scherzoso - ci racconta Corinna Mezzetti dell’Archivio Storico Comunale, che ha coordinato il progetto con Beatrice Morsiani del Servizio Biblioteche e archivi - e nelle scuole abbiamo trovato i partner giusti per partecipare alla V edizione del concorso».
«Siamo partiti da due incontri iniziali con tutte le parti del progetto - racconta Gianfranco Conoscenti, professore di informatica della classe dell’Iti coinvolta -, poi è partito il lavoro, iniziando da un personaggio e poi abbiamo immaginato lo svilupparsi dell’avventura».
«Nell’anno rossettiano - aggiunge la Mezzetti - era inevitabile pensare a Biagio Rossetti, ma per rendere la vicenda attuale abbiamo immaginato un suo fantomatico erede, Alberto, che nella casa dell’avo trova il suo testamento, che si rompe in sei pezzi e lo spedisce nel passato».
Facciamo un passo indietro, raccontiamo un po’ l’iter di questo progetto.
«Lo scorso maggio - risponde la Mezzetti - c’è stata la prima presentazione, mentre a novembre scadeva il termine vero e proprio. Quella all’Ariostea di domani (oggi, ndr) è la prima presentazione completa del cd contenente il videogioco, allegato al quaderno, realizzato dal Comune di Ferrara con l’Istituto dei beni culturali».
«Dal nostro punto di vista - racconta Conoscenti -, abbiamo immaginato la storia nella Ferrara tra Medioevo e Rinascimento. Fra i ragazzi sono stati individuati due coordinatori e sei gruppi, che si sono divisi il lavoro, ma è stato bello vedere il contributo dato da tutti i ragazzi alla costruzione del gioco, mentre gli allievi del Dosso Dossi hanno realizzato le immagini in 2D di personaggi e ambientazioni, il più reali possibile, inserite nel gioco».
Ecco, il videogioco, in cosa consiste?
«Alberto - spiega il prof - per tornare nella sua epoca deve trovare i sei pezzi in cui si è rotto il testamento (riproduce quello vero, conservato nell’Archivio di Stato, ndr) e poter tornare così al giorno d’oggi. Sarà sottoposto a sei prove, lungo un percorso a Ferrara e ad ogni prova superata avrà un pezzo del testamento. Ci sono giochi abbastanza semplici, dal prato fiorito alla gara dei cavalli al Palio, oltre a vari indizi. Le ambientazioni sono Sant’Antonio in Polesine, ossia vicino alla residenza di Biagio Rossetti, il Castello, Palazzo dei Diamanti, piazza Ariostea e altre ancora».
«Tutto rispecchia la realtà - precisa la Mezzetti -, ad esempio gli architetti dell’Archivio di Stato hanno permesso di ricostruire le formelle dei Mesi».
E ora è venuto il momento di raccogliere i frutti...
«Dal nostro punto di vista - spiega il professore - abbiamo conosciuto realtà importanti e trovato persone disponibili. I ragazzi sono felici. Non si tratta del primo videogioco realizzato all’Iti, questo come gli altri si potrà scaricare dalla rete, non ci sarà copyright ma bisognerà indicare da dove è stato preso».
«È stato un progetto divertente - chiude la Mezzetti -, ha fatto emergere il meglio di tutte le persone coinvolte».
Le classi (quando partì il progetto lo scorso anno scolastico) sono la IIB e IIIA del Dosso Dossi con insegnati Laura Cussolotto, Stefania D’Arcangelo, Elisa Leonini, Simona Rondina e Maria Luisa Zanotti, poi la IVG dell’Iti con professori Conoscenti e GiovanniD’Andria. Per le istituzioni sono state coinvolte Mirna Bonazza dell’Ariostea, Laura Graziani Secchieri e la direttrice Caterina Sanguineti dell’Archivio di Stato e Caterina Maggi della Fondazione Zanotti.
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