La Nuova Ferrara

il gioiello architettonico

Opera del pittore Migliari il magnifico soffitto affrescato

Opera del pittore Migliari il magnifico soffitto affrescato

L’idea della Bugatti tipo 2 è nata nel 1900, all’alba del XX secolo, dall’incontro dell’ebanista lombardo con il figlio del conte Gulinelli, entrambi appassionati di meccanica. E, magari, proprio...

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L’idea della Bugatti tipo 2 è nata nel 1900, all’alba del XX secolo, dall’incontro dell’ebanista lombardo con il figlio del conte Gulinelli, entrambi appassionati di meccanica. E, magari, proprio nelle sale del palazzo. Ettore Bugatti aiutò Primo Roda nella realizzazione di tutte le boiserie che decorano le pareti del piano nobile. La commessa era corposa e ci vollero due esperti intagliatori di legno pregiato. Una volta smontate, però, non sono state trasportate altrove. Per non alterare il grado di umidità a cui si sono adattate le fibre delle cornici, il laboratorio di restauro è stato allestito all’interno del cantiere.

Le porte della Sala Ovale, interamente colorata in rosa e verde, vengono ripulite per togliere la patina giallognola depositata da anni di vapori sui disegni di ninfe e satiri. Con i lavori di ampliamento di fine Ottocento la stanza al secondo piano fu adibita a guardaroba, dove usava farsi il bagno, prima di diventare ufficio scolastico. Di fianco si accede al gioiello del palazzo, il suo cuore affrescato. Il soffitto bordeaux è opera di Francesco Migliari, pittore romantico, che si è occupato anche del Ridotto del Teatro Comunale e dei diversi ammodernamenti delle camere dei cardinali legati in Castello. Su sfondo d’oro fanno la loro comparsa diverse figure della mitologia classica, da Ercole a Europa.

Per quanto possa sembrare insolito, lo svuotamento delle volte sulle quali è caricato il peso dei solai, ha rivelato una serie di detriti fondamentali per la datazione delle origini. Erano soliti riempire il vuoto della volta con quello che trovavano nelle discariche; quindi cocci di ceramiche smaltate e di vasi, tipici del secondo Quattrocento. Non solo, dagli scavi archeologici sono emersi una grande quantità di denti e ossa di animali, i quali potrebbero dare il via a nuove ricerche antropologiche, di sicuro sulle usanze alimentari nel Rinascimento. (mat.bia.)

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