“Due partite”, madri e figlie trent’anni dopo
Stasera (alle 21) al Nuovo la rappresentazione. La Bevilacqua: «Uomini assenti? Ne parliamo tanto»
Due generazioni di donne, due partite con la vita, in cui si confrontano madri e figlie. La rappresentazione teatrale “Due partite”, scritta da Cristina Comencini, mette in scena otto donne, quattro madri e quattro figlie.
Nella rappresentazione curata da Paola Rota in scena questa sera a Ferrara al teatro Nuovo (sipario alle 21), le attrici Giulia Michelini, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti,Giulia Bevilacqua, danno vita a uno spettacolo in cui si dà voce all’ identità femminile presente e passata: nel primo atto, quattro madri degli anni ’60 si riuniscono e nel secondo atto, le loro figlie si ritrovano circa 30 anni dopo... .
Abbiamo raggiunto telefonicamente l’artista Giulia Bevilacqua, per parlare di Due partite. Ci sono analogie tra le due generazioni di donne a confronto, o sono maggiori le differenze?
“Sono maggiori le differenze. Nel I atto troviamo donne che hanno dedicato la loro vita alla famiglia e ai figli, che hanno sacrificato i loro desideri e le loro ambizioni per mettere in primo piano la famiglia. Nel II atto troviamo le figlie 30 anni dopo. Sono donne affermate nel lavoro, ma con mancanze affettive. Io interpreto il doppio ruolo di Gabriella-Sara, dove la prima è la madre, una pianista che ha deciso di rinunciare alla carriera e di aspettare il marito al ritorno dai suoi viaggi di lavoro. La seconda è la figlia, che si è affermata come pianista, ma che non è soddisfatta della relazione con il suo compagno, sentito come troppo apprensivo, non all’altezza di Sara. Anche lei è insoddisfatta come la madre, e tutto lo spettacolo è una continua ricerca di equilibrio.
Come cambia la scenografia tra I e II atto ? «La scenografia è stata un’intuizione di Paola Rota, la regista, che ha fatto un atto unico, in grado di rendere lo spettacolo un unico grande racconto, che inizia con il ricordo delle madri da parte delle figlie, dove le mamme diventano un po’ grottesche, esagerate, perché quando si ricorda le cose sono influenzate dal tempo che passa, come solo i ricordi sanno fare. Il II atto è la realtà di oggi. Ragazze che devono conciliare ruoli diversi.”
Cristina Comencini è venuta a vedervi?
«Sì, è venuta sia l’anno scorso che all’anteprima a Imola quest’anno. È stata molto generosa, ci ha fatto tanti complimenti. Era contenta del fatto che abbiamo reso il II atto più leggero, perché poteva essere più angoscioso, per il tema del lutto. Poi Paola Rota è stata una guida fondamentale, che ci ha permesso di scavare nei personaggi».
In Due partite gli uomini sembrano assenti...
“Lo sono fisicamente, ma ne parliamo tanto. Gli uomini sono il nostro pensiero, sia per le mamme che interpretiamo che per le figlie. Sono il sostegno, la figura di appoggio».
I progetti di Giulia Bevilacqua ?
«A febbraio finirò la tournée con lo spettacolo, poi inizio la seconda serie di “E’ arrivata la felicità” con Claudia Pandolfi,su Rai Uno».
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