La Nuova Ferrara

VISTO AL COMUNALE

In quella Casa di bambole il sogno diventa incubo

di FABIO ZIOSI

di FABIO ZIOSI Non si può assistere a “Casa di bambola” (per la regia e adattamento di Roberto Valerio al Teatro Comunale per la stagione di prosa) e non avere contemporaneamente in testa la cronaca...

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di FABIO ZIOSI

Non si può assistere a “Casa di bambola” (per la regia e adattamento di Roberto Valerio al Teatro Comunale per la stagione di prosa) e non avere contemporaneamente in testa la cronaca che quotidianamente immola sull'altare della violenza le donne. Al dipanarsi del racconto - scritto da Ibsen a fine ’800 - questo senso di oppressione e contemporaneamente il desiderio e ricerca di libertà, ti tiene attaccato alla poltrona in attesa di qualcosa che circola nell'aria e che con il passare del tempo emerge sempre più.

Un dramma familiare borghese in maschera, dove ognuno nasconde il suo vero volto per una recita quotidiana. Viene da pensare a quando accadrà il fatto violento con il marito Torvald (Roberto Valerio) che conserva una calma apparente con quel suo muoversi quasi saltellando, pronto ad esplodere appena contrariato dalla moglie Nora (Valentina Sperlì).

Quel dare il pugno sul tavolo a sfogare la violenza che macina dentro e che sembra non trovare un'altra soluzione e che si alterna con il chiamare Nora, uccellino, scoiattolino, la mia bimba. Ed è proprio come una bimba incapace che Nora viene ripresa immediatamente, come incapace di intendere i veri problemi della vita, che si occupa solo di frivolezze e dove il massimo della trasgressione è mangiare di nascosto i cioccolatini. Il sogno facilmente diventa un incubo. E quel prestito di denaro, fatto di nascosto da Nora, diventa la causa che spezza il sogno, perché è un fatto inammissibile per Torvald, neo direttore di banca e impiegato integerrimo. La presa di coscienza di Nora va sempre più aumentando e alla fine vorrebbe lasciare marito, figli e quella vita che l'ha vista passare «dalle mani del padre a quelle del marito». A chi cerca di frenare il suo desiderio di libertà mettendola davanti alla responsabilità di madre e moglie, lei risponde: «Io prima di tutto sono un essere umano».

Bravi i due protagonisti principali Valerio e Sperlì, ma anche gli altri interpreti: Carlotta Viscovo, Massimo Grigò, Michele Nani e Debora Pino. Belle anche le scene.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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