Tre donne della nostra città illumineranno Arte Fiera
Per Brunelli, Nardini e Paiato ruolo di primo piano all’evento nazionale a Bologna Con loro anche tanti giovani artisti estensi che potranno avere una vetrina unica
Tre donne determinate porteranno Ferrara e i suoi talenti alla 41ª Arte Fiera. Ognuna ha scelto di percorrere una strada diversa, dando corpo a un sogno diverso. Tutte e tre, però, sono accomunate dalla volontà di mettere in risalto quello che l’arte è in grado di esprimere, senza negarsi un po’ di emozione.
Maria Livia Brunelli
. «Sono contenta che Angela Vettese abbia assunto la direzione di Arte Fiera. Basti pensare che passare da 230 a 160 gallerie provoca agli organizzatori un incasso assai inferiore… perciò hanno investito sulla qualità». Di fatto, la fiera più longeva d’Italia ha preferito scartare le gallerie che portavano artisti minori per favorire i nomi più affermati e innovativi. La Mlb home gallery propone un progetto curatoriale sul tema della fragilità con sei fotografi. A esporre due tra i maggiori artisti contemporanei italiani che usano la fotografia come mezzo d’espressione privilegiato, Silvia Camporesi e Mustafa Sabbagh, entrambi in mostra al MAXXI di Roma (Extraordinary Visions. Italia): «È intelligente - sottolinea la Brunelli - che la fotografia goda di un’attenzione maggiore attraverso un ciclo di talk. Negli ultimi anni è cresciuta molto, diventando uno strumento per interpretare interi progetti artistici. La Camporesi ha ritratto dei luoghi abbandonati attraverso una mappatura durata due anni. Dietro c’è un’intuizione forte, li ha stampati in bianco e nero per poi colorarne a matita ogni dettaglio. Anche per Sabbagh le immagini sono l’esito finale di una performance. Traveste i suoi modelli rispetto a quello che percepisce dentro di loro e li fotografa. Alla fine del processo la maschera svela la vera interiorità della persona, come se indossasse una scultura».
Il fotografo e performer Stefano Scheda, invece, ha incentrato la sua ricerca sul tema della gemma: «Fragile forma vegetale dalla forte simbologia che nasce dalle crepe del terremoto come segno di speranza, mentre il siriano Omar Imam ha esplorato, in maniera poetica e surreale, i sentimenti più profondi e struggenti dei rifugiati siriani che vivono nei campi in Libano». La giovanissima Anna Di Prospero espone un lavoro sul delicato e mutevole rapporto madre-figlia, presentato quest’anno alla Triennale di Milano e, infine, Giovanna Ricotta è presente con un dittico fotografico che indaga due diversi aspetti della fragilità femminile.
«Sabato 28, nel dopofiera, tutta Bologna resta sveglia per vivere l’Art City White Night - conclude la Brunelli -. E ci saremo anche noi, insieme agli artisti Marco Di Giovanni, Marcello Carrà e Federica Cipriani, impegnati a esporre in musei e altri spazi della città». Domenica 29, alle 11, la Brunelli farà la sua guida di rito alla manifestazione, raccontando quelle che a suo avviso sono le gallerie più interessanti. Ma senza il rischio di annoiarsi, anzi, ai visitatori farà incontrare artisti e galleristi all’opera. Per info: mlb@mlbgallery.com oppure tel. 346 7953757.
Maria Letizia Paiato
Sarà in fiera in quanto caporedattrice della rivista Segno, con i fondatori Lucia Spadano e Umberto Sala. Rivista per cui segue anche i contenuti web con il responsabile Roberto Sala. «Segno e Arte Fiera sono nate insieme - spiega la Paiato -, hanno la stessa età. La redazione intende capire come sarà questa edizione firmata dalla Vettese. La novità assoluta è che la sezione principale mescola l’arte moderna alla contemporanea, senza divisioni».
Arte è natura il tema individuato dalla direttrice: la natura viene sentita nelle sue molteplici forme come una metafora che contraddistingue il fare artistico. Ma non è l’unica variazione rispetto al passato: «Speriamo che la riduzione degli espositori significhi una maggiore selezione. La nostra aspettativa si concentra sulla consistenza delle nuove sezioni, una serie di progetti finalizzati a valorizzare gli emergenti. Siamo convinti che valga la pena svecchiare la fiera, renderla meno stantìa e non solo uno spazio di vendita, ma anche di ricerca. Inoltre, sono stata coinvolta da Milena Becci e Ilaria Medda in un progetto particolare sulla consapevolezza dell’arte, ma in un luogo insolito, dentro una gelateria nel centro di Bologna».
L’idea si chiama IceCubes e, dal 27 al 29 gennaio, coinvolgerà dieci artisti ai quali saranno affidate dieci domande per il futuro dell’arte contemporanea. Tra loro ci sarà pure Paolo Bini, che in tempi non sospetti esponeva nella Casa dell’ariosto, e che da poco si è aggiudicato la 17ª edizione del Premio Cario. È difficile non notarlo sulla copertina dell’ultimo numero di Arte Mondadori. D’altronde, la Paiato con l’attività di Yoruba è stata fin dall'inizio una talent scout degna di fiducia. L’associazione è stata la ragione per non abbandonare la sua città, tanto da imbarcarsi in una nuova avventura tutta locale, la curatela della Galleria Fabula FineArt è stata affidata alla sua esperienza, per sviluppare proposte su artisti emergenti ma con già esperienze di rilievo.
Denise Nardini
È stata la passione a spingerla altrove. Laureata allo Iuav in Progettazione e produzione delle arti visive, ha scelto di cambiare aria. «Dopo aver studiato a Venezia - spiega la Nardini - mi sono trasferita a Roma, perché Ferrara non offre opportunità lavorative per chi ha il mio background. A parte quella della Brunelli, non ci sono gallerie che offrano una possibilità di formazione ad una neolaureata. Palazzo dei Diamanti considera un potenziale stagista solo chi esce dall’Università di Ferrara… io che sono ferrarese, ma che ho studiato altrove, ero così tagliata fuori».
Invece, Roma è talmente vasta e varia che una soluzione si trova. È sufficiente mettersi alla prova. La Nardini ha mandato 92 curricula a 92 diverse gallerie, lanciando ami sufficienti per ricevere una risposta positiva. Ora lavora per la z20 Sara Zanin Gallery, alle spalle di Piazza Navona: «Mi sono trovata catapultata in un mondo che va ai 200 all’ora, rispetto a una realtà piccola come Ferrara. È il palcoscenico di una miriade di eventi da seguire e preparare. Nella frenesia mi sono allenata sul campo, imparando quello che c’è nel backstage del mondo dell’arte. Non mi sembrava vero di poter incontrare chi ho studiato sui libri».
In sostanza, è entrata nel paese delle meraviglie, ma non senza difficoltà: «Paradossalmente non è immediato riuscire a riconoscere le persone giuste al momento giusto. Si tratta di tempismo e tanto esercizio per sviluppare al meglio le public relation. I miei compiti di assistente spaziano dall’ufficio stampa al back office, allestimento e segreteria, accommodation degli artisti e social media management. E va detto che spesso con i grandi del mestiere scaturiscono i rapporti più umani e ordinari, lontani da quel provincialismo di cui Ferrara è affetta. A Roma basta trovarcisi in mezzo».
Ad Arte Fiera z2o porterà un solo show: «Ekaterina Panikanova realizza tavole di varie dimensioni - chiude la Nardini -, su cui inchioda libri vintage che poi dipinge. Sperimenta sul concetto di ricordo, utilizzando libri aperti come tele».
Matteo Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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