La Nuova Ferrara

Coinvolgimento delle scuole per approfondire il passato

Spiccano le iniziative alla Bombonati, alla Alighieri, al Roiti e al Dosso Dossi Quarzi: «La ricerca è formativa, per questo lavoriamo sui documenti storici»

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Dalle materne alle superiori, tutte le scuole del territorio si stanno impegnando nel dare un significato al “Giorno della memoria 2017” o, meglio, alle giornate, perché più a lungo si prende coscienza di un passato cruciale, più cresce dentro i ragazzi. Si comincia con delle riflessioni collettive, per poi passare alla lettura di titoli immortali, come La notte di Wiesel, alla visione di film emblematici, così la Storia di una ladra di libri, sino all’ascolto diretto, alla ricerca sul campo, ai convegni. L’Istituto di storia contemporanea di Ferrara resta il punto di riferimento per queste attività, l’organo che le coordina e le divulga.

«È importante lavorare sui documenti storici, perché la ricerca sulle fonti è formativa - esordisce Anna Quarzi -. Non riguarda solo gli ebrei, ma i perseguitati di tutti i tempi. Molti istituti stanno affrontando la facilità di perdere i diritti dell’uomo, una questione che non potrebbe essere più contemporanea. Le scuole che con noi partecipano ai “Viaggi della Memoria”, sono state invitate ad entrare nel programma istituzionale».

Alcune classi del Bombonati leggeranno brani tratti dalle proposte delle biblioteche comunali e dialogheranno con i superstiti. Se la 4ªB incontrerà il rabbino Caro, le 4 quinte si confronteranno sull’argomento delle minoranze nel senso più ampio del termine e non relativo soltanto al popolo ebraico, ma pensando ai coetanei con deficit, agli emarginati, ai diversi, ai “non inclusi” nella società attuale. Siccome “se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”, le otto terze della Dante Alighieri ‘adotteranno’ una lapide cittadina, che rappresenta in altro modo la presenza ebraica, il dramma della Shoah e gli eccidi nazifascisti.

«Con ‘adottare’ - spiega la Quarzi -, si intende che ciascuna terza fotograferà la lapide prescelta, ne analizzerà il contesto ed esaminerà gli eventi a essa collegati. I ragazzi saranno persino guidati a tradurre in inglese, francese e tedesco ogni iscrizione, lavorando a classi aperte. Allora potremo osservare come i nostri giovani considerano la storia locale rispetto a quella nazionale e al panorama mondiale. Riusciranno a comprendere in che modo la loro terra reagì a quegli orrori, quanto erano vicini alla quotidianità dei loro nonni». A tal proposito, diventa fondamentale riportare alla luce la vita di certe personalità. Partendo dal recupero di immagini e diari, il liceo Roiti sta ricostruendo i profili dei deportati a Fossoli mentre il Dosso Dossi sta ripercorrendo le biografie dei perseguitati ferraresi, restituendo dignità alla dimensione personale dei fatti.

A Cento gli studenti sono stati coinvolti nei loro stessi panni. Il prossimo 31 gennaio, sul palco del Pandurera, la 3ªF della scuola secondaria Il Guercino presenterà “Pura razza”, lo spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale di Marco Cantori. Una volta calato il sipario, Adelmo Franceschini racconterà quello che ha vissuto sulla sua pelle.

«Il programma segue due linee guida - conclude la Quarzi -, una è la raccolta delle vicende individuali, l’altra è ricordare i “giusti”, coloro che si spesero per soccorrere chi era in pericolo. Il questore si occuperà dei poliziotti che nella loro semplicità hanno salvato famiglie di ebrei e, in parallelo, al Museo del Risorgimento e della Resistenza la mostra è stata dedicata alla famiglia ‘Calabresi’. L’esempio da trasmettere alle nuove generazioni è che c’è stato chi si è assunto la responsabilità delle proprie azioni, mettendosi a rischio per il bene dell’altro e di una comunità. In mezzo al buio di un massacro ci sono momenti in cui prevale l’umanità».

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