La Nuova Ferrara

Solo toccando si ridà vita alle persone

Solo toccando si ridà vita alle persone

Al Meis inaugurata la mostra “Touch” con i volti di dieci ebrei ferraresi deportati

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Il momento più emozionante dell’inaugurazione di ieri al Meis è stato quando i tanti presenti hanno potuto toccare con mano l’anima di “Touch”. L’installazione esposta al Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah ha coinvolto tutti, dal vicesindaco Massimo Maisto ad Andrea Pesaro, da Sharon Reichel ad Anna Quarzi. Non si tratta del solito meccanismo multimediale. Non basta un tocco lieve per cambiare il mondo dietro uno schermo, tipo iPhone. È necessario sfregare con determinazione le tessere nere che ridanno luce alle immagini, i dieci volti racchiusi al loro interno. Immagini di inchiostro termo-cromico che vanno mantenute vive con fatica, prima di essere reinghiottite dall’oblio. «Auspico sia questo il primo atto di un percorso più lungo e strutturato per il recupero delle biografie, specie se di ebrei ferraresi deportati - spiega la docente Marcella Ravenna, che ha fornito la consulenza storica al lavoro fotografico dei curatori Piero Cavagna e Giulio Malfer -. È la risposta a un'esigenza espressa dentro la nostra comunità per salvare il ricordo di ciò che è stato». (m.b.)

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