Zingaretti a tu per tu con gli spettatori
L'attore fino a domani sul palco del Comunale di Ferrara con “The Pride”: testo che parla di amore e identità
FERRARA. Per troppo tempo mi è capitato di andare a teatro o fare teatro come se fosse un bellissimo museo di animali impagliati. Se qualcuno deve uscire di casa, lasciare gli affetti, prendere la macchina, trovare parcheggio, pagare un biglietto e tornare a casa, tu gli devi dare qualcosa, gli devi parlare intimamente, devi parlagli di cose che lo riguardano da vicino». È questo il “Luca Zingaretti pensiero”, quello che l’attore e regista ha esposto ieri pomeriggio al pubblico intervenuto al Ridotto del Teatro Comunale Abbado per assistere all’incontro con la compagnia in città da giovedì (e fino a domani pomeriggio) con “The Pride” di Alexi Kaye Campbell nella traduzione di Monica Capuani. “The Pride” esplora temi come il destino, l’amore, l’omosessualità, la fedeltà e il perdono. Pone la grande questione della nostra identità e delle scelte che determinano il nostro io più profondo. «Io non sono gay ma mi dà fastidio l’ipocrisia, uno può essere in disaccordo su un argomento ma se ne parla ci si confronta e invece troppo spesso si fa finta e questa cosa mi indigna - poi spiega - Ho portato in scena questo testo perché parla di due tematiche che a me stanno molto a cuore: l’identità personale e l’amore».
Uno spettacolo “The Pride” che mette il pubblico davanti ad uno specchio interiore e ci si chiede se davvero si è “in pari” con sé stessi, se la vita che si sta facendo è proprio quella che si voleva vivere, se le scelte sono veramente nostre o indotte; insomma, con “The Pride” arrivano i conti. «È come se questo spettacolo - prosegue Zingaretti - scuotesse una persona che si trova davanti allo specchio e gli chiedesse: “Quello che vedi è ciò che volevi essere? La vita che stai conducendo è quella che volevi per te? Sei soddisfatto?”. Questo è un testo che parla di accettazione, che parla del lato oscuro e del lato luminoso che è costituito dalla capacità di dare amore». Nel corso dell’incontro, davanti a un Ridotto gremito, con tanto di proiettore anche nella seconda sala, il pubblico ha sorriso, annuito e applaudito ma per lo più ha ascoltato. Ascoltato una chiacchierata che allo stesso tempo è stata anche una lezione, un insegnamento capace di trasmettere e spiegare quale sia (o possa essere) la forza del teatro. Vanno bene i classici, vanno bene gli intoccabili ma oggi più di ieri c’è bisogno di contemporaneità, c’è bisogno di parlare della vita quotidiana, delle pozzanghere, della discriminazione, della cattiveria e dell’amore e questo, Zingaretti&Co. lo sanno fare.
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