«Un sistema museale unico farebbe bene alla città»
Il presidente di Ferrariae Decus pensa ad una riorganizzazione del Castello Maisto: aspettiamo di conoscere la posizione del ministero sulla pinacoteca
di SAMUELE GOVONI
Il mondo dell’arte a Ferrara si prepara a cambiare aspetto? Forse. Di ipotesi al vaglio di amministrazione e associazioni culturali ce ne sono tante ma molto, se non tutto, dipenderà dalla decisione che prenderà il ministero sul futuro della pinacoteca nazionale che attualmente si trova all’interno di Palazzo dei Diamanti.
«Il progetto per il trasloco della pinacoteca in Castello lo abbiamo presentato, ora - afferma Massimo Maisto, assessore alla cultura - aspettiamo la risposta da parte di tecnici e ministero che dovrebbe arrivare nei prossimi mesi. In base a quello che verrà deciso capiremo come proseguire. Intanto raccogliamo le idee e già questo non guasta». Michele Pastore, architetto e presidente dell’associazione Ferrariae Decus, pensa ad un sistema museale unico per Ferrara e spiega: «A parer mio, pensando alla promozione del nostro patrimonio unificando offerta, servizi e processi didattici, va collocato e verificato il ruolo del Castello Estense e la sua potenzialità di recepire il trasferimento della pinacoteca. Per rendere possibile ciò si deve riflettere sulla riorganizzazione di tutta la struttura e non solo del secondo piano; inoltre, oltre ai problemi di messa a norma esiste anche l’esigenza di riorganizzare tutto il percorso museale del Castello compreso quello di sé stesso». Se la pinacoteca dovesse essere trasferita in Castello si ragionerebbe su una revisione di Palazzo dei Diamanti e su un eventuale ampliamento del percorso galleristico ma, se tutto dovesse rimanere com’è, ecco che si lavorerebbe ad una ridistribuzione degli spazi perché, continua Maisto: «Sia la pinacoteca sia la galleria oggi come oggi stanno “strette”». Ma il ragionamento relativo ad un polo museale unico, come si diceva, non riguarderebbe solamente quello che negli anni è diventato il simbolo di Ferrara, ma anche gli altri edifici disseminati per la città e che se visti in maniera congiunta, rappresentano veri e propri poli turistico-culturali. «Non va tralasciato - prosegue Pastore - il quadrivio rossettiano. Se si associasse, come era prefigurato nel Progetto Mura, a Palazzo dei Diamanti, palazzo Prosperi-Sacrati e palazzo Bevilacqua, si potrebbe dare vita, con Palazzo Massari, ad un polo museale articolato; anche se mi rendo conto che questo comporterebbe un ben più elevato impegno economico». E oltre al “polo Castello” e al “polo rossettiano”, ci sarebbero i poli Meis e Schifanoia. «Ciascuno di questi centri potrebbe avere, all’interno della struttura trainante, nuovi servizi, bookshop e aule didattiche, senza distinzioni tra musei statali e comunali. Una volta restaurato - chiude l’assessore - palazzo Massari e Cavalieri di Malta sarà un luogo completamente rinnovato e all’interno degli spazi si potranno ospitare mostre permanenti legate all’Ottocento, al Novecento, ad Antonioni, alla videoarte e al contemporaneo». «È importante sollecitare opinioni e esporre il proprio punto di vista. Alcune associazioni culturali - conclude l’architetto - hanno concordato un testo comune che sarà presentato all’assessore Maisto nei prossimi giorni e che a breve sarà reso pubblico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
