La Nuova Ferrara

Zone K, quando la musica sceglie di non arrendersi

di DAVIDE BONESI
Zone K, quando la musica sceglie di non arrendersi

In arrivo due concerti alla sala Estense in attesa di una nuova sede Gli organizzatori: «Difficile trovare spazi, ma faremo ancora eventi di qualità»

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di DAVIDE BONESI

La musica non si arrende o perlomeno ci prova. Questa la parola d’ordine dell’associazione Zone K, che dopo aver lasciato il locale di Malborghetto, in collaborazione con Roots Music Club continuerà a proporre musica di qualità, anche non avendo una sede a disposizione.

Nello spazio alle porte di Ferrara, i ragazzi di Zone K, hanno organizzato tanti concerti diventando un punto di riferimento per appassionati che, per partecipare alle serate, arrivavano un po’ da tutte le parti; ma ora si deve guardare avanti. L’associazione esisteva prima del locale e, in un modo o nell’altro, continuerà a esistere.

«Non è facile trovare spazi - conferma Tommaso Lampronti -, gli affitti sono impegnativi specie per una realtà che vuole ospitare concerti, già di per sé pesanti da sopportare fra cachet delle band, Siae, fonico ed altro. In un anno ne abbiamo organizzati 150 a Malborghetto di Boara e ci sono state spese enormi da affrontare. Ovviamente lo si fa volentieri, però prima o poi bisogna rientrare dalle spese...».

Ma la voglia di musica sembra capire sia ancora tanta. «È vero, nel frattempo, al di là della ricerca di una sede, organizziamo eventi dove ci ospitano, per i prossimi due concerti di febbraio saremo alla sala Estense di Ferrara, dove dopo Hugo Race, arriveranno “A band called” E e Grant Lee Phillips, rispettivamente da Boston e dalla California. Si parte il 6 febbraio con la superband E, con nomi importanti, tre musicisti americani che arrivano da band importanti e si sono uniti per questo progetto. Il 14 febbraio avremo un san Valentino speciale, unica data in Italia di Grant Lee Phillips, storico leader dei Gran Lee Buffalo. E abbiamo già in cantiere altri appuntamenti».

Perché la sala Estense? «Perché a Ferrara non ci sono reali alternative: i promoter chiedono una certa accoglienza, impiantistica e servizio catering, caratteristiche che ti obbligano ad avere una attrezzatura di qualità, quella che si trova di fatto alla sala Estense. Diciamolo, a noi piace fare bella figura con gli artisti e con chi organizza live, in assenza di un club nostro quella in piazza Municipale è la sede migliore per ospitare eventi così».

La sede ideale sarebbe in città o fuori?

«In città ci sono pregi e problematiche: il centro storico comporta disagi per acustica e parcheggio e non è facile isolare il suono. A Malborghetto ci è costato un grosso sforzo, infatti non abbiamo avuto alcun problema. Nella prima periferia o nei paesi della cintura urbana magari ci sono spazi, vediamo. Per fortuna, comunque, ognuno di noi ha il proprio lavoro: sarebbe una bella cosa da realizzare, ma non siamo con l’acqua alla gola e ancora penso a quanto è stato triste chiudere a Malborghetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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