La Nuova Ferrara

le iniziative

Nuovi incontri per scoprire il lato nascosto dello scrittore

Il museo di Casa Romei (via Savonarola 28, Ferrara) ha aperto le porte ad una nuova collaborazione con Vittorio Zanella e Rita Pasqualini, entusiasti fondatori del Teatro dell’ES e del museo dei...

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Il museo di Casa Romei (via Savonarola 28, Ferrara) ha aperto le porte ad una nuova collaborazione con Vittorio Zanella e Rita Pasqualini, entusiasti fondatori del Teatro dell’ES e del museo dei Burattini di Budrio. Dopo i bilanci positivi appena tracciati, con un incremento dei visitatori di oltre il 21% rispetto al 2015, la struttura ferrarese del Polo Museale dell’Emilia Romagna riprende le attività di promozione e valorizzazione sulla scia del successo della mostra di Palazzo dei Diamanti “Orlando Furioso 500 anni”, puntando i riflettori su un affascinante aspetto di cultura popolare connesso alle vicende raccontate dall’Ariosto. Il 3 febbraio, Vittorio Zanella e Rita Pasqualini animeranno gli splendidi pupi della loro collezione, sul testo di Lucia Boni “Io sono Orlando!”.

Intanto, “Casa Cini” ha iniziato il nuovo anno con un ciclo di incontri ancora dedicati all’Ariosto, nel corso dei quali sono stati affrontati argomenti poco noti, in riferimento particolarmente alle satire ed alle commedie la cui stesura accompagnò, come una sorta di sfondo e piacevole diversivo, la faticosa revisione del poema dalla edizione del 1521 a quella definitiva del 1532. Inoltre, visto che nel 2016 è stato celebrato il quinto centenario della prima pubblicazione del poema, non sarà male ricordare che nel presente 2017 ricorre lo stesso quinto centenario della composizione delle prime Satire. Oggi alle 18 Pier Luigi Montanari nella sala delle conferenza di Casa Cini in via Boccacanale di Santo Stefano 24 (a Ferrara) parlerà dell’attività teatrale che impegnò fattivamente l’ultimo decennio della vita del poeta, procurandogli anche notevoli soddisfazioni presso la corte e da parte del duca stesso Alfonso. Verranno esaminati testi comici di Ariosto, particolarmente Cassaria e Lena, che documentano in modo più rappresentativo l’ambientazione ferrarese della fabula.

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