La Nuova Ferrara

IL PARERE DEI CITTADINI

Commozione e amarezza in laguna «Niente che dobbiamo invidiare agli altri»

Commozione e amarezza in laguna «Niente che dobbiamo invidiare agli altri»

«Ho provato tristezza e delusione, quando è uscito il nome di Palermo e non di Comacchio - commenta Arianna Cavalieri, titolare della caffetteria Divino -, ma vorrà dire che ci riproveremo la...

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«Ho provato tristezza e delusione, quando è uscito il nome di Palermo e non di Comacchio - commenta Arianna Cavalieri, titolare della caffetteria Divino -, ma vorrà dire che ci riproveremo la prossima volta». Nel centro storico lagunare traspare il dispiacere per aver perso la finale del concorso che ha visto trionfare ieri Palermo, quale capitale della cultura per il 2018. «Meritava di vincere Comacchio, non perchè è il mio paese - eccepisce Teresa Luciani -, ma perchè c'è stato un grosso impegno per questa candidatura». Fabiola Caruso, palermitana in vacanza in laguna, ospite del cugino, ammette che «lui tifava per Comacchio, naturalmente. Ora spero che la mia città investa al meglio il milione di euro della vittoria». Giancarla Farinelli, ancora commossa, preferisce guardare avanti, perchè «sono orgogliosa di quello che hanno fatto questi ragazzi. Sono volati in alto, là dove arrivano le aquile. Ho guardato da casa sul telefonino la diretta e mi è venuto da piangere. Ma dobbiamo essere contenti ugualmente». Dal suo ufficio, dove è appena terminato un incontro sul sociale, l'assessore al turismo Sergio Provasi, riconosce che «è una bella delusione, non abbiamo vinto, ma tutto il resto del percorso è andato alla grande. Ricordo che è un progetto della città, costruito dall'interno e non con grandi nomi di professionisti o agenzie».

Secondo lo stesso Provasi l'ingrediente principale, a pari merito con la progettualità sostenibile, proiettata sul rilancio delle tradizioni e sulla coesione, è stato e resta l'entusiasmo che ci hanno messo gli stessi amministratori e i cittadini che sono stati coinvolti appieno in questo progetto. Anche Filippo Cavalieri del Bar 2000 plaude per l'essersi messi in gioco da parte degli amministratori, «perchè Comacchio non ha proprio niente da invidiare ad altre città di tutto il mondo». Carmelo Mattina, di Agrigento, ma da anni trapiantato a Comacchio, non nasconde che «sono di parte, ma alla fine abbiamo vinto tutti». Giovanni Buzzi invece si dice convinto che «Palermo era città favorita da subito, ma ho sperato fino all'ultimo per Comacchio. In ogni caso ha fatto passi da gigante l'immagine del paese, che adesso sarà sempre più conosciuta a livello nazionale e non solo».

La vittoria non è arrivata ma l’esperienza è stata positiva. Si è fatto tutto il possibile e la gente lo ha capito.

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