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Simoni guarda avanti «Abbiamo sognato e tracciato una strada»

Simoni guarda avanti «Abbiamo sognato e tracciato una strada»

È stato l’autore della prefazione del dossier della candidatura presentato dal Comune di Comacchio. E, in fondo, è anche una delle massime autorità lagunari se si parla di cultura. Parliamo di...

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È stato l’autore della prefazione del dossier della candidatura presentato dal Comune di Comacchio. E, in fondo, è anche una delle massime autorità lagunari se si parla di cultura. Parliamo di Marcello Simoni, autore di bestseller che non vede in modo così negativo la sconfitta di ieri. «Ci mancherebbe, è già stato importante arrivare in finale - commenta -; siamo realisti, leggendo la lista delle dieci città si capiva che era dura al confronto con città attive culturalmente come Alghero, Recanati, Trento e la vincitrice Palermo. Ma Comacchio ci guadagna comunque, perché abbiamo vissuto un bel sogno e durante questo percorso siamo cresciuti, presentando un progetto culturale dignitoso che ci ha permesso di riscoprire le origini culturali e storiche della nostra città. Mi fa piacere per Palermo, città bella e con una grande tradizione, ma noi ci abbiamo comunque guadagnato».

Il problema a questo punto è non mollare la presa...

«Abbiamo offerto un luogo che non è la solita spiaggia con le infradito, spero si continui su questa strada, anche per contraddire chi pensa che con la cultura non si mangia. Non è vero, la cultura è bellezza, dunque anche la bellezza di una città come Comacchio. Abbiamo l’esempio del birdwatching, con tante persone che vengono appositamente per vedere le nostre bellezze naturali. A Comacchio si vede la storia della città anche solo passeggiando in centro storico. Dobbiamo cercare di lavorare su quello che c’è, migliorando in primis i servizi. Chi ama la cultura preferisce utilizzare il treno, se non è possibile metterlo facciamo un buon servizio di pullman, come accade ad Urbino. Poi dimentichiamo il ‘mito’ Ravenna, per affinità e non solo noi siamo più vicini a Ferrara, quindi è con il nostro capoluogo di provincia che dobbiamo studiare dei percorsi culturali».

Spesso però risulta decisiva la politica.

«Gli sforzi non vanno legati ad un gruppo politico, chiunque va al potere a Comacchio deve lavorare per la cultura. E anticipo una cosa: dal 28 al 30 aprile in centro storico a Comacchio si terrà il primo festival noir. Saranno coinvolte anche le scuole locali e hanno già dato la loro adesione autori del calibro di Maurizio De Giovanni, Roberta Bruzzone e Carlo Lucarelli. Spero sia un ulteriore segnale per far conoscere la nostra bella Comacchio da altri punti di vista».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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