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La libertà di dire e di fare: rassegna in memoria di don Patruno

La libertà di dire e di fare: rassegna in memoria di don Patruno

Don Franco Patruno (Ferrara 1938-2007) rappresenta una delle voci più significative del dibattito artistico, culturale, religioso e civile del secondo Novecento ferrarese. Nel decennale della morte...

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Don Franco Patruno (Ferrara 1938-2007) rappresenta una delle voci più significative del dibattito artistico, culturale, religioso e civile del secondo Novecento ferrarese. Nel decennale della morte viene proposta a Casa di Ludovico Ariosto (via Ariosto 11 a Ferrara) la mostra “La libertà di dire, la libertà di fare”, che propone una serie di opere del sacerdote e che sarà aperta sabato alle 18, con l’inaugurazione preceduta - alle 18 - dal “Concerto per Franco” del duo Claudio Miotto (clarinetto) e Paolo Rosini (chitarra). La mostra è costituito da lavori significativi della produzione grafico pittorica di don Franco: dai ritratti di grande formato realizzati su carta con il pastello nero, agli Angeli caduti, ai Crocefissi, dai collage materici alle chine preziose.

Un’esposizione per ricordare il sacerdote a quanti lo hanno stimato e allo stesso tempo farlo conoscere a quanti non lo hanno conosciuto. Ogni opera d'arte diventa per don Franco il momento di un dialogo culturale e teologico con il mondo attuale. È proprio il suo modo di operare all'interno del mondo dell'arte del Novecento, che ha utilizzato spesso delle categorie teologiche senza nessuna teologia di fondo, a permettergli di mettere in circolazione idee e riflessioni in piena coscienza e di sviluppare un atteggiamento di ascolto verso una umanità in cui prevalgono istanze perturbatrici.

Se nella serie dei ritratti la resa introspettiva e l'indagine psicologica fanno affiorare sul volto di amici, colleghi, artisti e intellettuali, stati d’animo, umori esistenziali e creaturali, è nei tasselli rarefatti dei collages che si creano non solo echi dei mosaici bizantini ma anche rielaborazioni di un dibattito culturale e spirituale più ampio, fatto di aperture autentiche. È però un tempo che va inteso non in senso antropologico ma in senso teologico in cui la valenza cristologica diventa la connotazione fondamentale.

Ingresso libero; orari di visita da martedì a domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18 (lunedì chiuso).

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