La Nuova Ferrara

Piero, Caravaggio e la scuola estense visti da Longhi

Piero, Caravaggio e la scuola estense visti da Longhi

Dal 12 febbraio al 4 giugno a Sansepolcro la rassegna dedicata allo storico dell’arte

3 MINUTI DI LETTURA





Da Piero della Francesca a Caravaggio, passando per gli artisti dell’Officina Ferrarese. Seguendo questo filo conduttore, le straordinarie intuizioni critiche del grande storico dell'arte Roberto Longhi, che riscoprì l'opera e il genio di questi grandi artisti, sono al centro di una mostra allestita dal 12 febbraio al 4 giugno a Sansepolcro (Arezzo), negli spazi del Museo Civico. Capolavori come il “Ragazzo morso da un ramarro” del Merisi o il Polittico della Misericordia del celebrato maestro quattrocentesco offrono lo spunto per un ulteriore approfondimento degli studi di Longhi che nel corso del XX secolo hanno riconsegnato alla conoscenza del pubblico molti dei protagonisti oggi indiscussi dell'arte antica.

Intitolata “Nel segno di Roberto Longhi. Piero della Francesca e Caravaggio”, la rassegna, promossa dal Comune di Sansepolcro e organizzata da Civita Mostre, apre una ricca stagione espositiva della città toscana, che proseguirà fino a novembre, una opportunità in più per visitare il museo e i suoi numerosi tesori, in particolare quelli di Piero. Spunto della mostra su Longhi è il ritorno a Sansepolcro della Madonna della Misericordia, dopo il successo dell'esposizione milanese svoltasi tra dicembre e gennaio a Palazzo Marino.

In più, la rassegna a cura di Maria Cristina Bandera, direttore scientifico della Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi, vuole offrire ai visitatori un inedito accostamento tra Piero della Francesca e Caravaggio, che a prima vista potrebbe sembrare azzardato. Eppure, le motivazioni emergono se i due artisti, tra loro così lontani e diversi, si guardano appunto nel segno di Longhi, dal momento che entrambi furono studiati e riscoperti dallo storico dell'arte già a partire dai suoi anni formativi.

Roberto Longhi (1890-1970) è stato senza dubbio una delle personalità cruciali della storia dell'arte del XX secolo e fondamentali sono stati i suoi studi su Caravaggio, su Piero della Francesca e sugli artisti operosi in quella che con straordinario acume definì l’Officina ferrarese. Del Caravaggio, Longhi fu scopritore moderno, lucido studioso e collezionista, tanto da acquisire per la propria personale raccolta (intorno al 1928) il “Ragazzo morso da un ramarro”. La tela, dipinta dal Merisi verso il 1595, è certamente uno dei suoi più significativi capolavori giovanili. Qui il genio lombardo con i suoi splendidi dettagli di natura morta e straordinari effetti luministici coglie, quasi come in un'istantanea fotografica, il momento un cui il giovane si ritrae improvvisamente per il morso di un ramarro.

Su Piero della Francesca Longhi scrisse invece nel 1927 una monografia, tuttora imprescindibile (anticipata dal lucidissimo saggio del 1914), dal titolo “Piero dei Franceschi e lo sviluppo della pittura veneziana”, divenuta fondamentale per l'innovativa lettura del pittore di Borgo Santo Sepolcro, visto dallo storico dell'arte non solo nella conclamata “ascendenza” fiorentina, ma anche, e soprattutto, nella sua “discendenza” veneziana, quella di Antonello da Messina e di Giovanni Bellini.

A ideale apertura della mostra ci sarà il Polittico della Misericordia, affiancato per l'occasione da una tavola di Ercole dè Roberti (appartenente a una collezione privata) intitolata “Ritratto di giovane”, che nel lato verso reca la raffigurazione di una giovinetta. L'opera è stata scelta a testimonianza dell’influenza di Piero della Francesca tra i pittori attivi a Ferrara nel xv secolo, come ebbe a riconoscere Longhi nel volume “Officina ferrarese” del 1934.

Accanto al Caravaggio, alla tavola di Ercole dè Roberti, e al polittico di Piero della Francesca, saranno esposti documenti provenienti dall'archivio, dalla biblioteca e dalla fototeca della Fondazione di Studi di Storia dell'Arte Roberto Longhi, mentre il catalogo, edito da Marsilio, comprenderà saggi di Maria Cristina Bandera e di Mina Gregori e un'antologia di brani di Roberto Longhi sulle opere esposte.

Museo civico Sansepolcro (via Niccolò Aggiunti 65, Sansepolcro - Arezzo): orari di visita dal 12 febbraio al 9 giugno dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18; biglietti: intero 10 euro, ridotto (per gruppi di almeno 10 persone, giovani tra i 19 e i 25 anni, convenzioni) 8 euro; ridotto speciale per ragazzi tra 11 e 18 anni 4 euro; gratuito per minori di 10 anni e per disabili; info tel. 199 151121. Sicuramente una mostra da non perdere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google