La Nuova Ferrara

Ciao Siae, Sanremo segna la svolta

di DAVIDE BONESI
Ciao Siae, Sanremo segna la svolta

Gigi D’Alessio è uno degli artisti più noti passati a Soundreef. Michele: «Una catastrofe per tutti noi»

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di DAVIDE BONESI

C. ambiano i tempi, cambia anche Sanremo, teatro della canzone italiana tradizionale. Quest’anno per la prima volta sul palco dell’Ariston saliranno 5 artisti che non sono più iscritti alla Siae ma hanno affidato la gestione dei loro diritti d’autore a Soundreef, società autorizzata lo scorso marzo dalle autorità inglesi a operare sul mercato europeo dei diritti d’autore in ambito musicale.

Fra i big ci sarà Gigi D’Alessio, che aveva aperto la strada nei mesi scorsi, il cantautore Nesli, il maestro Adriano Pennino che dirigerà l’orchestra per l’esibizione di Gigi D’Alessio, oltre a Tommaso Pini in gara tra i giovani. E sulla sponda di Soundreef è approdato anche uno dei compositori più importanti degli ultimi decenni che quest’anno ha scritto il brano di Al Bano per Sanremo: il maestro Maurizio Fabrizio, quinto autore più presente al Festival con 33 canzoni, tra cui due primi posti (Storie di tutti i giorni per Riccardo Fogli nell’82 e Sarà quel che sarà per Tiziana Rivale nell’83) e tre terzi posti.

Insomma, l’edizione 2017 di Sanremo porta alla luce quanto sia impraticabile nei fatti mantenere il monopolio Siae come lo conosciamo ora e Davide d’Atri, amministratore delegato di Soundreef spiega che «la Rai e gli altri utilizzatori televisivi e radiofonici che trasmettono opere dei nostri iscritti si trovano nella posizione di non poter fare a meno di acquisire una licenza da Soundreef. Infatti, Siae non ha più il mandato da parte di questi autori ed editori e non può certo gestirne diritti e compensi essendo l’iscrizione al monopolio facoltativa. L’utilizzazione di diritto d’autore a scopi commerciali senza licenza è un illecito civile e penale e i broadcaster sono da sempre molto attenti ai diritti. Gli operatori radio e tv troveranno una soluzione nelle prossime settimane. Confidiamo nell’operato del Governo e del Mibact che nelle ultime settimane molto hanno fatto e molto crediamo faranno per risolvere positivamente questa situazione migliorando lo schema di decreto legislativo, che sancisce la liberalizzazione del mercato per la raccolta dei diritti d’autore nei Paesi membri dell’Unione Europea. Il monopolio, al momento, rimane nella sola Italia».

Come ci spiega un dirigente regionale Siae, «C’è libertà assoluta di mercato per gli autori, anche di non iscriversi ad alcuna sigla o scegliere una di altri Paesi. La legge tutela comunque il diritto d’autore, ma la Siae permette di gestirlo nel migliore dei modi, specie sul piano economico».

Sulla stessa linea anche il popolare artista Michele Maisano, fondatore sindacato artisti e componente del nuovo consiglio della Siae: «Questa per gli autori è una catastrofe - spiega -, la Siae è l’unica che difende gli autori, con questo sistema rimarranno solo le briciole. Nel mercato entrano dei veri e propri avventurieri, posso essere d’accordo sul fatto che il sistema andava migliorato, ma non così. Il problema vero è che in Italia si scaricano i brani gratis e si pagano pochi contributi agli autori. Dopo il commissariamento alla Siae le cose sono cambiate, la politica è quella di aiutare i giovani autori. Per questo dobbiamo raccoglierci attorno alla ‘mamma’ Siae e, anzi, invitare le società degli altri Paesi europei a fare fronte comune per contrastare il fenomeno del digitale ed entrare uniti nel grande mercato del futuro, quello cinese. Ora per autori e artisti le uniche entrate sono dal digitale e dai live: la Siae è l’unica a garantire soldi per chi canta la tua canzone in giro per il mondo. Il ministro ferrarese Franceschini sta unendo l’arte italiana e ci sta provando per la musica, speriamo bene».

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