«Oggi la divisione tra rossi e neri non serve più a nessuno»
È datata 1995 la pubblicazione dell’Anpi ferrarese dalla quale emerge stranamente Uber Pulga. A pagina 114 di “Ferrara Partigiana”. La storia di 431 stellette nere è il numero 342, nato nel 1917,...
È datata 1995 la pubblicazione dell’Anpi ferrarese dalla quale emerge stranamente Uber Pulga. A pagina 114 di “Ferrara Partigiana”. La storia di 431 stellette nere è il numero 342, nato nel 1917, sebbene fosse nato due anni dopo. Tuttavia è improbabile che si tratti di un’altra persona. Infatti il suo nome compare anche su una targa dell’Istituto tecnico Copernico-Carpeggiani, in quanto partigiano coinvolto in altre province. «Questa scoperta mi ha spinto a recarmi nella sede dell’Anpi di Ferrara - spiega Alessandro Carlini - per incontrare Marco Ascanelli e confrontarci. Purtroppo nei loro archivi non hanno trovato il file iniziale da cui proviene il volume». Un volume che riporta un numero preciso, 431 stellette, quasi si trattasse dei soldati di Leonida. Magari era stato segnalato da un parente ferrarese, ma perché allora è stato reso pubblico un nome di cui non si conosce la vicenda? «Il passato non può essere cambiato - aggiunge Carlini - ma la ricerca della verità può aiutarci a comprendere che la dicotomia tra rossi e neri non serve più a nessuno. La storia dei vivi si è imposta sui morti anche per dei fini di partito, sia di Sinistra che di Destra. Mantenendo sempre il principio che se non avesse vinto una certa parte non saremmo qui a parlarne, dovremmo abbandonare la morale ideologica e dare voce ai protagonisti di quel massacro senza interpretarli».(m.b.)
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