«Astor lavorava per il futuro: i giovani»
Visita in città di Laura Escalda Piazzolla, vedova del grande maestro di tango
Una chiacchierata frizzante, sull’onda dei ricordi nostalgici e rievocativa della grande figura del celebre compositore e musicista argentino Astor Piazzolla, artista che rinnovò il tango, cosa sentita come impossibile da fare in Argentina.
L’occasione è stata offerta dalla presenza in città della vedova dell’artista, Laura Escalda Piazzolla che, in compagnia del maestro Hugo Aisenberg, della moglie Rosi Mauro e del vicedirettore del Teatro Abbado, Dario Favretti, ha parlato anche degli aspetti meno conosciuti del grande artista.
«Appena ho saputo che Laura veniva a trovarci mi sono dato da fare per realizzare questo incontro: mi sembrava giusto parlare di Astor, musicista al quale ho delicato tutta la mia vita», ha spiegato Aisenberg, fondatore dell’associazione culturale dedicata a Piazzola, di cui è presidente la vedova.
Durante l’incontro è emersa la figura particolarmente innovativa in ambito musicale di Piazzolla, che si colloca tra i grandi con la sua opera nel mondo della musica del ’900. Non solo un compositore, ma anche un interprete, «persona che suonava fino alle 2-3 di notte nei locali, poi al mattino lavorava. Persona con idee rivoluzionarie, nel tango e nella musica», ha detto Aisenberg. La figura di Piazzolla oggi è apprezzata da un largo pubblico, perché l’autore ha trovato un linguaggio trasversale, «un caso quasi unico nella storia delle musica», chiude il maestro.
Della figura unica di Piazzolla ha parlato la vedova Laura, che ha sottolineato come il musicistsa abbia lavorato soprattutto per i giovani: «L’idea di Astor era questa: lavorare per il futuro, per i giovani». Poi ha parlato della sua infanzia difficile a New York, dove è stato influenzato nella musica togliendo quel velo di malinconia che pervade il tango.
Veronica Capucci
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