Pedrini commentatore ufficiale della kermesse
La 67esima edizione del Festival di Sanremo non si è salvata dalle “pagelle” dei ferraresi, tra i quali si è distinto Matteo Pedrini. Lo scrittore dalla chitarra facile ha commentato in tempo reale...
La 67esima edizione del Festival di Sanremo non si è salvata dalle “pagelle” dei ferraresi, tra i quali si è distinto Matteo Pedrini. Lo scrittore dalla chitarra facile ha commentato in tempo reale la kermesse dedicata alla musica italiana per l’Agenzia di stampa Dire. Famoso per non avere peli sulla lingua, ha esordito così: «Essendo un carrozzone popolare storico di una Tv generalista, il gossip sarà sempre fisiologico. E come tutte le funzioni fisiologiche è nauseante, ma inevitabile e in qualche modo utile. Per quanto riguarda la qualità in sé delle canzoni credo sia stato un anno buono. Almeno otto brani avranno vita propria anche fuori dal festival».
Forse Fiorella Mannoia non ha meritato il Leone d’oro? «Gabbani invece sì - ha aggiunto Pedrini -. È un bel personaggio con tanta gavetta dietro e ha portato una canzone che è l’Abc del pop intelligente: melodia immediata, ritmo e un testo in cui si esprime un concetto che non sia ritrito, ma con il sorriso. Oggi tutti stanno fischiando Occidentali’s karma. Raramente accade con chi vince. La Mannoia ha pagato una canzone di grande impatto, ma che si esaurisce subito».
In compenso, tantissimi si sono entusiasmati per il ritorno di Marco Masini sotto i riflettori, finalmente energico e libero da quell’aura negativa che gli avevano affibbiato. «È stato il migliore gara - chiude Pedrini - per il brano che ha portato (scritto con Zibba) e per come l’ha interpretato. Un testo complesso da architettare e stendere, riuscito con gran classe. Masini ormai si vede solo a Sanremo, ma mai si è ridotto a testi banali».
Matteo Bianchi
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