La Nuova Ferrara

«Amicizie allo sbando Noi ci ridiamo sopra»

di SAMUELE GOVONI
«Amicizie allo sbando Noi ci ridiamo sopra»

Boccoli, Elia, Micheli e Salerno in scena al Nuovo di Ferrara

4 MINUTI DI LETTURA





di SAMUELE GOVONI

Vivere di apparenze, di ipocrisia e di sorrisi di circostanza. È quello che succede a quattro “amici” che, pur non sopportandosi, trascorrono tutti i fine settimana in compagnia. Durante una di queste “fiere della menzogna” però la situazione sfugge di mano e la verità viene a galla. Una verità pungente. È questo che succede in “Il più brutto weekend della nostra vita”, commedia diretta da Maurizio Micheli e che venerdì alle 21 arriva sul palco del teatro Nuovo di Ferrara (piazza Trento e Trieste). Nel cast, insieme a Micheli che oltre ad essere regista dello spettacolo ne è anche interprete, ci sono Benedicta Boccoli, Nini Salerno e Antonella Elia. Una compagnia d’eccezione dunque che porta in città una pièce che ha già superato le 40 repliche in giro per l’Italia e che, visto il successo, si presuppone abbia vita ancora lunga. Per l’occasione siamo riusciti a contattare e intervistare tutti i membri del cast.

Nonostante la linea telefonica altalenante dovuta agli spostamenti in treno degli attori e delle attrici, abbiamo parlato con tutti e quattro e ognuno ci ha dato la su visione dello spettacolo, ma anche della realtà e dei “nodi” che la rappresentazione porta al pettine.

. Micheli, come descriverebbe “Il più brutto weekend della nostra vita”?

«Il testo è di Norm Foster, un autore canadese molto bravo. La sua è una comicità pungente “alla Woody Allen” per intenderci. In scena raccontiamo una storia diversa dal solito. Non è la classica commedia d’amore, anzi potremmo dire che è una “commedia dell’odio”».

In che senso?

«Ci sono due coppie che si disprezzano eppure, per abitudine, trascorrono tutti i fine settimana insieme. Sono frustrati in tutto; fanno lavori che detestano, vivono insieme pur non amandosi, si fingono amici. Insomma, una sofferenza. Però tutto questo è raccontato coi toni della commedia, del sorriso, è tutto molto comico».

Boccoli, come definirebbe lo spettacolo?

«È una piccola orchestrina jazz. Il pubblico ride e si diverte, i ritmi sono sempre serrati; non ci si annoia. Io interpreto una donna brillante che vive con un uomo che non stima e si circonda di amici che non tollera. Sono quattro personaggi superficiali, che non danno importanza alle cose della vita. Penso che rispecchi anche una realtà attuale diffusa. Quanta gente frequentiamo pur non apprezzandola? E quante volte preferiamo “nasconderci” dietro una sorta di educazione piuttosto di dire veramente ciò che pensiamo? Essere diretti ed esporsi è diventato sempre più difficile».

Salerno, lei quale volto porta in scena?

«Come Micheli, io sono un uomo amichevole solo in apparenza. Questa commedia è un po’ una “sagra dell’apocalisse” dei rapporti. Gli “amici” si sorridono ma provano l’uno per l’altra una buona dose di livore. La loro amicizia si basa sull’apparenza. Certo che, detta così, sembra un dramma alla Ibsen o Dostoevskij, in verità è una commedia frizzante, elegante e sottile».

Come è cambiata la comicità dai suoi esordi ad oggi?

«Intende dire da prima delle guerre puniche? Credo - sorride - che non sia cambiata più di tanto. Io ho sempre cercato di portare avanti una comicità surreale e “all’americana” ma, da sempre, c’è anche una comicità un po’ più frivola e “casereccia”. Viaggiano su due binari paralleli anche se a volte, le cose semplici, prendono il sopravvento».

Elia, perché secondo lei “Il più brutto weekend della nostra vita” sa raccontare le dinamiche dei rapporti di oggi?

«Penso che quanto emerga dallo spettacolo non sia limitato solo all’oggi, perché da sempre l’animo umano è doppio, triplo, quadruplo - sorride - Portiamo in scena la noia di coppia, la doppiezza umana e mettiamo in risalto la pochezza e la monotonia dei rapporti. Lo facciamo col sorriso, non per “sdrammatizzare” ma per raccontare con toni diversi una realtà universale. Come ha detto Micheli, definirei questa una commedia “alla Woody Allen”, dove il ridicolo viene messo in evidenza insieme alla pochezza e alla monotonia che a volte invade e inquina la vita di coppia. L’autore però ha saputo affrontare questi temi in modo brillante, e anche l’adattamento del regista ha dato vita ad un allestimento divertente e veloce, dove i concetti vanno di pari passo alle battute e non a discapito di esse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google