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«Ferrara è un luogo magico in cui potrei tornare a vivere»

«Ferrara è un luogo magico in cui potrei tornare a vivere»

Il violoncellista Matteucci sarà ospite dell’edizione 2017 del Buskers Festival. Da Londra per conoscere Bottoni e scoprire la patria della musica in piazza

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Un amico mi ha parlato di questo festival che non conoscevo. Mi sono incuriosito e ho fatto i bagagli per venire a conoscere di persona l’ideatore della manifestazione e vedere con i miei occhi Ferrara». Stefano Matteucci, quarant’anni da compiere e una vita passata tra violoncelli, violini, spartiti, locali, scuole e piazze, è romano ma da nove anni vive a Londra. «Sono partito quando l’allora ministro Tremonti disse quella frase diventata ormai storica: “Con la cultura non si mangia”. Decisi che ne avevo abbastanza e presi un aereo per l’Inghilterra». Ora però un po’ di nostalgia di casa si fa sentire perché, anche se la capitale inglese lo ha adottato, le origini non si scordano mai e le radici di Matteucci affondano nel Belpaese.

«Questo viaggio mi ha portato a Ferrara, una città in cui un domani potrei tornare a vivere. Bella, magica, medievale, quello che sto cercando; sono stanco delle metropoli», ha spiegato passeggiando per le vie del centro. Ma torniamo alla musica. Un paio di mattine fa il violoncellista ha incontrato Stefano Bottoni, ideatore del Ferrara Buskers Festival, e dopo una chiacchierata di oltre due ore entrambi sono giunti a una conclusione: a questo festival s’ha da partecipare.

«Ho scoperto il busking un paio d’anni fa quasi per caso. Per anni ho suonato nei locali di Londra autopromuovendomi. Quando c’era qualcuno che lo faceva per me - racconta - ci voleva guadagnare, anche se il lavoro di ricerca e promozione dovevo farmelo da solo e così ho deciso di andare direttamente alla fonte, cercare un rapporto diretto col pubblico senza passare per agenti, pub e simili». E così, il violoncellista di Monteverde (quartiere romano d’origine) una mattina di inizio estate ha caricato la sua macchina con strumenti musicali e quant’altro ed è partito per un viaggio di 7mila chilometri attraverso l’Europa. «Con me è partita anche una ragazza, una pianista, e ci siamo esibiti in Francia, Germania, Belgio... è stato molto bello, tanto che l’anno dopo ho scelto di ripetere l’esperienza». E via ancora per altre migliaia di chilometri, fermandosi nelle cittadine della Francia e del Nord Italia. Matteucci che ha iniziato a suonare da bambino e che si è diplomato al conservatorio da ragazzo, insegna musica in due scuole londinesi durante l’inverno e d’estate prende e va.

«Non vedo l’ora che sia agosto per tornare a Ferrara nei panni del musicista. Suonare in queste piazze sarà bellissimo - dice guardando la statua del Savonarola -. Impegni permettendo potrei venire insieme alla pianista in modo da esibirci come duo e non solo in veste solista. Il genere? Dipende. Spazio dalla musica classica al jazz, diciamo che mi piace variare e sono aperto alle contaminazioni. Ho registrato un paio di album e ora sto lavorando al terzo». Il sogno nel cassetto però è l’apertura di una scuola che sia luogo di insegnamento e allo stesso tempo sala per concerti: «È tanto che ci sto pensando - confessa Matteucci - ed è un’idea che prende sempre più piede in me. , devo trovare il giusto contesto».

Samuele Govoni

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