La Nuova Ferrara

Bologna apre le porte al magico Oriente

Bologna apre le porte al magico Oriente

Danze, musica, benessere, meditazione e perfino l’arte del samurai per due fine settimana nei padiglioni della Fiera

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Immergersi nelle culture e nelle tradizioni di un Continente sconfinato. Da venerdì a domenica e, ancora, il successivo week end il Festival dell’Oriente torna a Bologna, al complesso di Bologna Fiere.

Mostre fotografiche, bazar, stand commerciali, gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folklorisitici, medicine naturali, concerti, danze e arti marziali si alterneranno nelle numerose aree tematiche dedicate ai vari Paesi, in un continuo ed avvincente susseguirsi di show, incontri, seminari ed esibizioni. Si potranno sperimentare gratuitamente decine di terapie tradizionali, un settore sarà dedicato alla salute e al benessere con i padiglioni per terapie olistiche, discipline bionaturali, yoga, ayurvedica, fiori di bach, thetahealing, meditazione, spazio vegano, reiki, massaggi, ci kung, tai chi chuan, shiatsu, tuina, bio musica, rebirthing, integrazione posturale, e molte altre ancora. E poi ci si può far trasportare nella magia dell’Oriente, in Paesi come India, Cina, Giappone, Thailandia, Corea del Sud, Indonesia, Malesia, Vietnam, Bangladesh, Mongolia, Nepal, Sri Lanka, Birmania e Tibet.

Gli spettacoli previsti si ripetono tutti ogni giorno, dalle 10.30 alle 23, con un calendario che si trova sul sito della manifestazione e all’interno della Fiera di Bologna. Ecco alcuni degli appuntamenti da non perdere al Festival.

Masa Daiko: il concerto di tamburi giapponesi. I “Masa Daiko”, uno dei gruppi più famosi ed ambiti al mondo col taiko, usato durante le battaglie per intimidire i nemici ed inviare comandi. Continua ad essere usato anche ai giorni nostri nella musica religiosa del buddismo e dello shintoismo. Potenza ed energia allo stato puro in concerto.

Khuku Mongol: musica e danze dalla Mongolia. Eccellenti rappresentanti della musica e del folklore della Mongolia, il gruppo “Khukh Mongol” propone un vasto repertorio di musica strumentale tradizionale, canti e danze, in particolare il classico Khoomii.

Danza Uighur: trae origine dalla religione Uygur, influenzata fin dai tempi antichi da una varietà di altri dogmi, la danza combina in sé la rappresentazione di questi più elementi. Si tratta nello specifico di una “danza di ciotole”, con molti elementi acrobatici.

Danza Bhangra: il Bhangra è una forma di musica e danza che ha origine nella regione del Punjab, di Pakistan e India. Ha origine come danza ballata dagli agricoltori per festeggiare l’arrivo della primavera, un tempo nota come Vaisakhi.

Danza tradizionale coreana: grazie al prezioso contributo della “Korean Music Management”, si ha la possibilità di ammirare la coloratissima e suggestiva danza tradizionale coreana. Proposta da un gruppo di talentuose danzatrici coreane e articolata in varie coreografie, che contribuiranno a rappresentare l’eleganza e la solennità tipica di questi balli.

Danza tradizionale egiziana: in questa arte, tanto la danza femminile quanto quella maschile rivestono eguale importanza e valore storico-culturale. Entrambe le tipologie combinano eleganza, sinuosità ed energia. Sarà possibile ammirare la spettacolare danza Tannura, ma anche altri stili tradizionali come la danza Saidi, la Baladi e la Nubiana.

Contorsionismo mongolo: importante elemento della cultura e del folklore della Mongolia, l’arte del contorsionismo è tanto complessa quanto spettacolare. A Bologna le funamboliche performance di una talentuosissima contorsionista, che si cimenterà in coreografie al limite dell’impossibile.

Chinese face mask changing: è un’arte cinese caratteristica dell’Opera del Sichuan. Agli inizi faceva parte della commedia tradizionale, l’attore per mostrare al pubblico i vari stati d’animo del personaggio, sostituiva una ad una le maschere del volto con movimenti rapidi, quasi impercettibili. Nel corso degli anni si è evoluto, diventando uno spettacolo a sé molto amato.

Danza femminile e maschile thailandese: si avrà modo di ammirare la cultura ed il folklore thailandese, sia dal punto di vista dell’universo femminile che di quello maschile. La “terra dei sorrisi”, chiamata così per la solarità e la cordialità dei suoi abitanti, verrà infatti rappresentata da un eterogeneo gruppo di danzatrici e danzatori Thai.

Arte musicale cinese: la musica è uno dei grandi protagonisti della tradizione culturale cinese e sarà degnamente rappresentata al Festival attraverso dei concerti eseguiti con gli strumenti tradizionali di questo Paese, ossia l’Erhu, il violino cinese, il Guzheng, curioso strumento a corde suonato in orizzontale, o il Gong.

Arte giapponese del samurai: un vero e proprio tuffo nella più nobile tradizione del Giappone Imperiale, con uno show dedicato al Bushido, la via del guerriero adottata dai Samurai. Il maestro Yosuke Aikawa darà saggio dell’arte della spada tipica tra forza, eleganza ed abilità.

Il Festival dell’Oriente è aprte ogni giorno dalle 10.30 alle 23, biglietti a 12 e 5 euro (ridotto) e si può entrare con il cane (al guinzaglio). Info sul sito www.festivaldelloriente.org, tel. 333 5756460 o 333 5756621

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