Massimo Ranieri arriva al Duse con storie di gente comune
Massimo Ranieri e Maurizio Scaparro affrontano ancora una volta l’opera del grande drammaturgo Raffaele Viviani con Teatro del porto da domani a domenica al Teatro Duse di Bologna (via Cartoleria, 42)...
Massimo Ranieri e Maurizio Scaparro affrontano ancora una volta l’opera del grande drammaturgo Raffaele Viviani con Teatro del porto da domani a domenica al Teatro Duse di Bologna (via Cartoleria, 42).
La Napoli che viene portata in scena è la stessa cui, già cent’anni fa, Viviani guardava con amore e ironia, descrivendola con crudo realismo e squisita sintesi di linguaggio. Ad essere rappresentata è la teatralità degli emigranti, degli zingari, dei pescatori, dei guappi, dei gagà, delle cocotte, delle prostitute, insomma, il mondo della strada ovvero quel mondo che per primo e più fortemente colpì la fantasia dell’artista. Una gran folla di personaggi e di figure, veri e propri blocchi umani e sociali, popolano le sue opere; Viviani analizza ed esprime questo mondo dal di dentro, realizzando una serie di ritratti di sconvolgente evidenza drammatica poiché sono uomini e donne “comuni” che non nascondono nulla e rivelano fino in fondo la tragica verità della loro esistenza. I contadini, gli artigiani, gli operai, sradicati dal loro ambiente naturale, costretti ad espatriare, lo fanno con dolore e angoscia, avendo piena coscienza che se le cose andassero in maniera giusta, essi troverebbero da vivere nel loro paese, non si venderebbero come schiavi, in terre sconosciute e infide, sfruttati da padroni spietati. Viviani, tuttavia, osserva anche l’altro lato del problema e vede l’uomo di malavita, il vero camorrista magnaccia, mariuolo, violento, sopraffattore, frutto anch'esso di una società dominata dalla legge dell'arbitrio e del privilegio. In questo caso il suo sguardo si appunta con spietata acutezza sul personaggio e il ritratto che ne sorge è di una verità inquietante. E infine le donne di Viviani. Sono semplici, argute, sensuali, spicciative e non si pongono angosciosi problemi sentimentali da risolvere; si tratta di donne schiette, popolane che vivono nella strada: fruttarole, sarte, lavandaie, 'capere', venditrici ambulanti che suscitano e sentono amori e desideri concreti. Le storie raccontate da Viviani, insomma, sono storie di miseria, di soprusi, di amori, di famiglie in rovina, di emigrazione eppure attraverso le parole, poesie e musiche risultano attuali oggi come all'epoca e sembrano accompagnare lo spettatore verso il presente, anzi, verso il futuro.
Biglietti da 20 a 33 euro. Per info e dettagli: 051 226606.
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