«Meno speculazioni e più conoscenza»
Da venerdì a Ferrara al centro la cultura Lgbt. L’organizzatore De Giovanni: tre giorni per capire e comprendere perché la marcia verso i diritti è solo all’inizio
FERRARA. Prosegue la diatriba tra i favorevoli e i contrari a Tag - Festival di Cultura Lgbt, che sarà in Sala Estense da venerdì 3 a domenica 5 marzo. Le critiche arrivano a muso duro e il primo pregiudizio a cui opporsi sarebbe non farli sentire una minoranza.
De Giovanni, cosa risponde a chi vi accusa di lavare i panni sporchi del Pd?
«È la prima volta che sento una polemica assurda come quella di Spath. Siamo apolitici e apartitici. Non abbiamo lavatrici abbastanza capienti per occuparci del Pd».
Ieri due esponenti del Popolo della Famiglia hanno scritto di considerare l’invito di Vendola un affronto.
«Personalmente trovo un affronto che in Italia un partito politico possa nascere su un programma tanto esile quanto razzista e misogino. La pratica della gestazione per altri è un tema complesso che intreccia aspetti etici, sociali, scientifici e giuridici. E su cui troppi politici in cerca di ribalta speculano sciorinando frasi fatte, senza conoscere la materia. Per questo abbiamo deciso di approfondire questa tematica, grazie anche alla partecipazione di Vendola. Perché esiste una Gpa basata sull’autodeterminazione della donna, sul rispetto assoluto delle sue scelte e di tutti gli attori coinvolti».
Non è stato un azzardo invitare proprio lui?
«La nascita del figlio Tobia Antonio è stata accompagnata da polemiche degne dei peggiori ultras. A un anno di distanza, crediamo che possa esserci la serenità per un dialogo sui diritti e sull’omogenitorialità, cosicché il pubblico possa scoprire un altro punto di vista».
Considerano la gestazione per altri un atto di sfruttamento nei confronti della donna, ridotta a “produrre bambini”.
«La mia esperienza in Arcigay mi ha fatto conoscere storie straordinarie di condivisione, affetto e solidarietà portate avanti da famiglie omogenitoriali grazie alla generosità di donne che nessuno dovrebbe permettersi di giudicare con leggerezza, e che agiscono in contesti lontani da qualsivoglia sfruttamento o ricatto economico».
Il manifesto: cosa raffigurano Trump e Putin, fianco a fianco, con quelle treccine bionde e i volti imbronciati?
«Un omaggio alle gemelle di Shining, incubo ricorrente per generazioni di cinefili e non. Beh, Putin e Trump sono l’incubo del nostro secolo. La loro ossessione contro ogni forma di dissenso sta portando alla restrizione delle libertà civili nei loro paesi. E questo è pericoloso».
A inaugurare la quarta edizione sarà la senatrice Cirinnà. Dopo la conquista dell’anno scorso l’Italia è cambiata in meglio?
«Per certi versi sì. Monica Cirinnà ha lottato per migliorare la vita di centinaia di migliaia di gay e lesbiche fino a ieri invisibili, ma la marcia verso i diritti è solo all'inizio. La meta sarà il matrimonio egualitario».
Il secondo giorno affronterete il problema del cyberbullismo nelle scuole: è una nuova piaga sociale?
«È un mostro dai mille volti capace di distruggere le sue prede in modo più cattivo e vigliacco rispetto al bullismo “tradizionale”. Il dibattito vedrà coinvolte molte classi degli istituti scolastici del territorio. Avremo con noi la senatrice Josefa Idem, firmataria con Elena Ferrara del disegno di legge a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo».
Dedicherete un dibattito anche alla condizione delle donne nello sport. Perché rimangono eterne dilettanti, specialmente nel calcio?
«Lo sport femminile e le professioniste di questo mondo sono ancora troppo spesso oggetto di discriminazione. Che si parli dei loro compensi da “dilettanti”, dei pregiudizi, o delle clausole assurde dei loro contratti, una cosa è certa: lo sport femminile italiano deve rivoluzionarsi».
L’ultimo giorno toccherà a gay e lesbiche nella terza età. Cos’ha patito chi voleva amarsi liberamente negli anni ’50?
«Esemplare sarà la storia di chi ha lottato come Bruno De Feo, di 75 anni, e Orlando Dello Russo, di 71: la coppia omosessuale più longeva d'Italia ci racconterà il loro mezzo secolo di convivenza, cominciata in Germania, dov’erano emigrati per trovare lavoro».
Il terrorismo islamico non accenna a placarsi. Non sarà rischioso ospitare il primo Imam gay d’Europa?
«Il coraggio di Ludovic-Mohamed Zahed sarà d'esempio per tutti. Nonostante le frequenti minacce di morte, gira il continente celebrando matrimoni tra coppie gay e dona degna sepoltura ai transessuali. Nella sua moschea, ricoperta di bandiere arcobaleno, uomini, donne e transessuali pregano gli uni accanto agli altri, in pace. È un musulmano progressista che considera l’Isis alla stregua del fascismo. Sarà un incontro epocale».
Matteo Bianchi
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