La Nuova Ferrara

Quando l’amore va oltre le parole

Quando l’amore va oltre le parole

Domani all’Ibs + Libraccio il giornalista Barsotti racconta il libro “L’amore resta”

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Dopo due Festival di Sanremo e un Premio Tenco, Leandro Barsotti ha esordito anche in prosa. Oggi lavora come caporedattore del Mattino di Padova e domani sarà a Ferrara, alle 17.30, per presentare L’amore resta (Orto della Cultura), ospite della libreria Ibs+Libraccio.

È un romanzo orecchiabile e c’era da aspettarsi che il cantautore non avrebbe perso gli accordi: ogni paragrafo è segnato da una canzone che gira per radio, da Leonard Cohen ai Genesis, dai Rolling Stones a Einaudi. B., il protagonista, si trasferisce in Africa per lavoro, lasciandosi alle spalle una storia travagliata. La relazione con M., l'ex milanese, era molto mentale: «Non puoi limitare il passaggio da un sentimento a un altro al testo di una canzone - afferma Barsotti -, avevo voglia di cimentarmi con un racconto più completo. Qualunque sia il lascito dell’amore che hai alle spalle, rabbia e dolore compresi, ha contribuito a renderti ciò che sei diventato. Quello che hai dato e hai ricevuto ti ha trasformato in un’altra persona. La fine di un rapporto ti spinge a ricordare tutti i momenti sui quali non ti sei soffermato, che B. inquina con l'uso di una droga, il chat, di cui laggiù si fa largo uso, precipitando in una sorta di dimensione onirica fino a quando non si imbatte in Amin, una giovane donna ribelle ma dolce, che lo travolge con la sua bellezza».

L’attrazione è immediata, ma i due parlano lingue diverse. Lei fa parte di un piccolo villaggio Gumuz, ancora tribale: «L'ho messo davanti a un amore fisico perché le persone possono comunicare oltre le parole. Basta uno sguardo per cambiarti la vita». Se la vicenda è un compromesso tra la sua immaginazione e il suo vissuto, il luogo dov’è ambientata è reale. «Qualche anno fa come inviato - prosegue Barsotti - ho seguito in missione una squadra di Help For Life, una onlus di medici ospedalieri che vanno a prestare soccorso nella zona più selvaggia e povera dell'Etiopia. È stata un'esperienza di crescita personale a cui volevo restituire qualcosa».

Quando il cantautore salì per la prima volta sul parco dell'Ariston, nel 1996, conobbe il ferrarese Gilberto Martellieri, già direttore artistico dei live di Vecchioni. «Conservo un bel ricordo di Gilberto - conclude Barsotti -, perché a parte essere estremamente professionale, mi ha accolto in un mondo sconosciuto, mi ha fatto da maestro. Ero spaesato e per me mise in piedi una band di musicisti ferraresi, tra i quali il batterista Andrea Polidori. Gilberto era inesauribile: fu una tournée indimenticabile». (m.b.)

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