La Nuova Ferrara

Un quadro del Boldini all’asta per un milione di euro 

Un quadro del Boldini all’asta per un milione di euro 

Oggi al Complesso del Vittoriano a Roma apre una ricca antologica dell’artista Fra le opere spicca il ritratto di donna Franca Florio, ufficialmente in vendita

3 MINUTI DI LETTURA





La bellissima contessa de Rasty, sdraiata voluttuosa nel letto o in abito da sera, la splendida madame Blumenthal, donna Franca Florio, “regina di Sicilia”, che assomma a una dirompente sensualità la raffinata eleganza di icona del bel mondo. È una carrellata di meravigliosi ritratti femminili, ma non solo, la grande antologica “Da donna Florio a De Rasty, il genio di Boldini”, dedicata al genio di Giovanni Boldini, allestita da oggi al 18 giugno a Roma, negli spazi del Complesso del Vittoriano. In tutto 150 opere, fra cui quelle di maestri contemporanei del ferrarese, che insieme ricostruiscono le atmosfere sfarzose e ammiccanti della Parigi della Belle Epoque.
«Boldini come nessun altro al suo tempo ha saputo entrare in relazione con l'animo femminile», dice Sergio Gaddi, curatore con Tiziano Panconi della rassegna romana, che ha richiesto ben quattro anni di lavoro per ottenere prestiti importanti dai principali musei internazionali, quali il d’Orsay, l’Alte Nationalgalerie di Berlino, il Musee des Beaux-Arts di Marsiglia, gli Uffizi, il Museo Giovanni Boldini di Ferrara e da prestigiose collezioni private difficilmente accessibili. La capacità di Boldini è stata quella di percepire i più profondi e inascoltati desideri delle donne e come ognuna di esse volesse essere ritratta: «Era il più conteso della ville lumiere, non c’era donna del bel mondo che non volesse essere ritratta da lui, perché sulla tela le migliorava, le rendeva più belle e affascinanti. Oggi lo chiamiamo photoshop».
Immagini che non perdono la loro straordinaria attrattiva anche dopo un secolo. Basti pensare al ritratto di donna Franca Florio, capolavoro indiscusso, e sicuramente icona della mostra del Vittoriano. Anche per il fatto che l’opera, notificata e quindi non esportabile all’estero, rientra nella procedura giudiziaria che ha coinvolto il Gruppo Acqua Marcia, e proprio da oggi è ufficialmente in vendita partendo da una base d’asta di circa un milione di euro. Nel 1901, Ignazio Florio, erede di una delle più importanti dinastie imprenditoriali siciliane, affidava a Boldini il compito di ritrarre sua moglie Franca, tra le più in vista del bel mondo internazionale. Il ritratto del 1903 non accontentò però il marito che lo giudicava troppo provocatorio per il vestito scollato, tanto da non pagare il lavoro. Costretto a rifare il dipinto (presentato alla Biennale di Venezia nel 1903) Boldini, a distanza di anni, riprende in mano la prima versione del ritratto, conservata da sempre nel suo atelier, per realizzare il dipinto come per molto tempo lo si è potuto ammirare a Palermo, a Villa Igea e ora al centro della sala più grande del Vittoriano.
Ogni opera esposta, disegno, pastello, olio, documenta senza ombra di dubbio l’eccezionale talento naturale del maestro ferrarese. Sfilano così i ritratti di Emiliana Concha de Ossa, Gabrielle de Rasty, Alice Regnault (a cavallo), Mademoiselle de Nemidoff, di Josefina Alvear de Errazuriz (della Collezione di Valter e Paola Mainetti), ma anche del caricaturista Sam, di Degas, di Giuseppe Verdi, nonché i suoi famosissimi autoritratti, in cui, al pari delle signore aristocratiche che se lo contendevano, si migliorava e di molto l’aspetto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google