la figlia paola
«Mio padre, un’anima inquieta sempre in cerca di radici»
«Ogni volta non mi preparo mai niente per la Giornata Bassani perché credo che dialogare al momento faccia uscire cose nuove. La discussione diretta rende vivo mio padre».Con queste parole sincere...
2 MINUTI DI LETTURA
«Ogni volta non mi preparo mai niente per la Giornata Bassani perché credo che dialogare al momento faccia uscire cose nuove. La discussione diretta rende vivo mio padre».
Con queste parole sincere Paola Bassani ha aperto la prima delle due giornate dedicate a uno degli scrittori più rinomati di Ferrara. Paola Bassani ha avuto modo di presentare il suo nuovo libro Se avessi una piccola casa mia- Giorgio Bassani, il racconto di una figlia, nel corso di un’intervista condotta dalle studentesse della 4ªX, Ines Ammirati e Andrea Righi, sotto la supervisione della professoressa Laura Comparato e di Silvana Onofri, del Comitato Scientifico della Fondazione Giorgio Bassani.
Il titolo deriva dall’incipit di una lettera che Suo padre scrisse a Valeria Sinigallia nel 1946. È stato leggendo tale lettera che Le è venuta l’idea di scrivere questo libro?
«No, ho scoperto la lettera molto tardi. Il titolo richiama la casa, la famiglia, e dunque fa riferimento anche a me. Mi sembrava che avesse molto di intimità. In quegli anni mio padre viveva a Roma, mia madre a Bologna e non avevamo una casa. In questa frase ho trovato il bisogno di mio padre di mettere radici»
Le “case” per Bassani sono un elemento molto importante della sua narrazione. Suo padre si sentiva particolarmente legato ad una casa nella quale aveva ‘vissuto’ o ‘abitato’ ?
Alcune case sono state fondamentali, come la casa di Ferrara, quella di Maratea, quella di Roma; ma se da una parte mio padre si radicava, dall’altra era costantemente insoddisfatto. Vedete, mio padre non si riesce a “recintarlo”, forse per questo si sentiva straniero dappertutto».
Ines Ammirati
Con queste parole sincere Paola Bassani ha aperto la prima delle due giornate dedicate a uno degli scrittori più rinomati di Ferrara. Paola Bassani ha avuto modo di presentare il suo nuovo libro Se avessi una piccola casa mia- Giorgio Bassani, il racconto di una figlia, nel corso di un’intervista condotta dalle studentesse della 4ªX, Ines Ammirati e Andrea Righi, sotto la supervisione della professoressa Laura Comparato e di Silvana Onofri, del Comitato Scientifico della Fondazione Giorgio Bassani.
Il titolo deriva dall’incipit di una lettera che Suo padre scrisse a Valeria Sinigallia nel 1946. È stato leggendo tale lettera che Le è venuta l’idea di scrivere questo libro?
«No, ho scoperto la lettera molto tardi. Il titolo richiama la casa, la famiglia, e dunque fa riferimento anche a me. Mi sembrava che avesse molto di intimità. In quegli anni mio padre viveva a Roma, mia madre a Bologna e non avevamo una casa. In questa frase ho trovato il bisogno di mio padre di mettere radici»
Le “case” per Bassani sono un elemento molto importante della sua narrazione. Suo padre si sentiva particolarmente legato ad una casa nella quale aveva ‘vissuto’ o ‘abitato’ ?
Alcune case sono state fondamentali, come la casa di Ferrara, quella di Maratea, quella di Roma; ma se da una parte mio padre si radicava, dall’altra era costantemente insoddisfatto. Vedete, mio padre non si riesce a “recintarlo”, forse per questo si sentiva straniero dappertutto».
Ines Ammirati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
