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il professor bazzocchi 

«Nel romanzo l’Airone l’addio a un mondo estraneo»

«Nel romanzo l’Airone l’addio a un mondo estraneo»

Nel corso della conversazione con il professor Marco Antonio Bazzocchi gli studenti hanno posto diverse domande sul romanzo L’Airone. Il protagonista Edgardo viene descritto con tratti simili a...

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Nel corso della conversazione con il professor Marco Antonio Bazzocchi gli studenti hanno posto diverse domande sul romanzo L’Airone.
Il protagonista Edgardo viene descritto con tratti simili a quelli di Bassani: il romanzo è un autoritratto dell’autore?
«Il protagonista non è semplicemente un autoritratto di Bassani, egli ha infatti preso una parte di sé per creare obbiettivamente il personaggio; allo stesso tempo c’è un rovesciamento: anche l’autore ha scoperto qualcosa di sé, grazie al personaggio che ha creato».
Perché l’autore ha scelto di ambientare il romanzo proprio in una domenica d’inverno tra Natale e San Silvestro?
«Bassani sceglie l’inverno perché ha un impatto letterario molto forte; quelli descritti sono giorni freddi e nebbiosi. Inoltre, il fatto che siano giorni di festa, ha un valore ancora più significativo».
Perché Bassani decide di usare a tratti e per alcuni personaggi il dialetto ferrarese? Non è un rischio, data la marginalità di questo dialetto?
«Il dialetto ha lo scopo di far sentire il lettore più vicino ai luoghi del romanzo; nello stesso tempo, è una lingua usata in situazioni più famigliari e in comunicazioni fortemente affettive. Sono inoltre gli ultimi segnali di un legame che Edgardo ha con un mondo che si va perdendo, che non è più il suo».
Prima del gesto estremo, Edgardo dà la buonanotte all’anziana madre: è l’unico personaggio a cui rivolge il suo “addio”. Perché sceglie proprio questa figura?
«Per il protagonista il suicidio non è solo un gesto estremo, è una liberazione. Nel momento in cui sceglie di abbandonare la vita decide di salutare proprio colei che lo ha messo al mondo».
Sara Bigoni

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