La Nuova Ferrara

il concerto

Nomadi, cambiare fa bene. Ad Argenta il tour raddoppia

di DAVIDE BONESI
Nomadi, cambiare fa bene. Ad Argenta il tour raddoppia

Tutto esaurito ai Fluttuanti per la storica band che presenterà il nuovo cantante: «Il nostro nome è ancora forte e poi nel Ferrarese torniamo sempre volentieri»

4 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.14991522:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.14991522:1650617966/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Non un concerto ma due e senza bisogno di far troppa pubblicità. È inutile, i Nomadi son sempre i Nomadi, anche dopo 54 anni di attività e l’ennesimo cambio di cantante (Yuri Cillato al posto di Cristiano Turato), che al Teatro dei Fluttuanti di Argenta sarà ufficialmente sul palco per la seconda volta, dopo l’esordio positivo avvenuto lo scorso week end al “Trocadero” di Domodossola nell’ambito del “Come potete giudicar tour”. Dunque, oltre al concerto di sabato alle 21, ora anche la replica domenica alle 17 (fuori abbonamento) per un attesissimo ritorno sul palcoscenico argentano.
A parlare a nome della band è ovviamente Beppe Carletti, tastierista che nel 1963 in provincia di Modena fondò la storica band italiana assieme al compianto cantante e autore Augusto Daolio.
«Beh il raddoppio della data è una bellissima notizia - commenta Carletti -; visto il sold out in largo anticipo, si è pensato bene di proporre il bis domenica pomeriggio e stanno già arrivando numerose richieste di biglietti. In fondo, non è che siamo il complesso di grido del momento, quello che va in televisione tutti i giorni anzi, noi in tv proprio non andiamo. Questa nuova data ad Argenta significa che il nome dei Nomadi è ancora forte, siamo un gruppo credibile».
D’altronde la nostra provincia è una specie di zoccolo duro per i Nomadi, no?
«Sinceramente da Bologna alla Sicilia non abbiamo problemi, mai avuti in tanti anni di carriera. Quando si porta avanti una storia per oltre mezzo secolo, con alcune canzoni ormai entrate nella storia, credo sia un bel biglietto da visita da proporre. Alcune nostre canzoni sono immortali, Io vagabondo, Un giorno insieme e Ho difeso il mio amore le cantano tutti ad ogni concerto e fanno sì che i Nomadi siano sempre attuali e lo dico senza vantarmi, non è nel mio stile».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.14991521:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.14991521:1650617966/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]


Come è andato l’esordio del vostro nuovo cantante a Domodossola?
«È andata benissimo, Yuri è stato subito accettato, dopo un quarto d’ora già gridavano il suo nome. Yuri si è fatto voler bene da subito, con umiltà, poche chiacchiere e tanta voglia di impegnarsi. Ha “parlato” con la sua voce, possente, che si sposa bene con le nostre canzoni e la gente lo ha applaudito per questo».
Beh, al di là del fatto di dover cambiare spesso cantante (dopo la morte di Daolio per anni il frontman fu l’amatissimo Danilo Sacco), siete avvantaggiati dal grande numero di cover band, come i Lato B da dove arriva Cillani.
«Al di là del dispiacere di essere costretti a cambiare cantanti, in effetti per questo siamo facilitati, ma significa che abbiamo seminato bene».
Tornate nella nostra provincia, ha ricordi particolari legati a Ferrara?
«Abbiamo tenuto spettacoli bellissimi e ben organizzati, in particolare al palazzetto dello sport. Ma in quella provincia abbiamo sempre attirato tanta gente, specialmente nel Basso Ferrarese. Quando torniamo in un posto è bello, significa che la gente ti cerca, ti vuole bene e poi conosciamo persone ovunque. La dimostrazione è il doppio concerto di Argenta, con seconda data organizzata in pochissimi giorni».

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:tempo-libero:1.14992253:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/locale/successo-per-i-nomadi-a-stellata/41975/42113]]

Che stimoli riuscite ancora a trovare dopo 54 anni?
«Quando vedi una platea di persone che cantano le canzoni che noi suoniamo è lo stimolo più bello. Non parlo di 100-200 persone, parlo di migliaia, delle piccole folle, per noi è sempre una soddisfazione. Personalmente - commenta Carletti -, se dovessi suonare solo per farlo o per pochi intimi non ci riuscirei, amo ancora questo mestiere e amo farlo davanti a tanta gente, assaporo le situazioni, le emozioni. Me lo chiedono spesso se non sono stanco di percorrere chilometri ma, ripeto, amo questo mestiere e la passione rimanea vita. La musica è arte e un pittore non smette di dipingere. E poi cosa farei a casa? Ho la fortuna di portare avanti la mia passione principale».
Quanto manca Augusto?
«Tantissimo, con lui abbiamo realizzato un percorso di trent’anni insieme (Daolio morì nell’autunno del 1992, a soli 45 anni, ndr). Nella storia dei Nomadi ci sono brani di un certo spessore, perciò portiamo ancora avanti il suo nome. Ogni sera lo salutiamo e lo ricordiamo, tutti insieme e anche questo, so che mi ripeto, per me è bellissimo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google