La Nuova Ferrara

LA RECENSione 

Marinoni innamorata e distrutta 

di FABIO ZIOSI
Marinoni innamorata e distrutta 

Oggi alle 16 ultima replica di “Fedra”, lavoro tratto dal mito greco

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Un cubo trasparente eppure impenetrabile. È li dentro che si vive la storia, che si dipanano i sentimenti e le visioni terribili di Fedra. Nella Fedra presentata al Teatro Comunale Abbado di Ferrara (oggi pomeriggio alle 16 ultima replica) tratta da Phaedra di Seneca con adattamento e regia di Andrea De Rosa, la scenografia è fondamentale. Questo cubo, questa stanza trasparente, che riempie il centro del palcoscenico è in realtà il mito dell’incomunicabilità che coinvolge i personaggi.
A turno tutti ci entrano e la stanza diventa la reggia, il bosco e gli altri ambienti dove i protagonisti si raccontano o compiono le azioni violente e tragiche che percorreranno la storia. Fuori gli altri (pubblico compreso) assistono e anche se vorrebbero parlare, dentro nessuno li ascolta. Nessuno riesce a cambiare il “destino” che regna sui personaggi. Fedra, moglie di Teseo, ama il figliastro Ippolito dal quale non è riamata perché nelle donne vede tutto il male del mondo e ha come unico rifugio la natura, il bosco, la caccia. Fedra si vendica denunciando Ippolito di averla violentata a Teseo; il padre maledice il figlio e lo condanna ad una terribile morte. Fedra a sua volta si ucciderà dopo aver rivelato la verità a Teseo.
A narrare la storia è una Dea, non vista dagli altri: «Io posso donare la follia» apre così il racconto e lo conclude – dopo ottanta intensi minuti – dicendo: «Nella Fedra di Seneca non ci sono dei. Il dio è dentro di te». Ed è la battaglia che conducono tutti, quella di cercare aiuto negli dei ma alla fine – coscienti o meno – sono loro a decidere cosa fare. Anche se è soprattutto Fedra ad essere combattuta, nella resistenza quasi impossibile di fermare questo tragico amore.
«Ciò che voglio, io non lo voglio», ci dice. Quasi a rappresentare e ricordare quanto di violento ci possa essere ancora oggi nell’amore/non amore. Ed è lei, la donna, ad essere protagonista; gli uomini, sia Teseo che Ippolito, pare siano solo comprimari nel realizzare quello che il destino comanda e niente più. Ma veniamo agli attori.
Tutti molto bravi a partire da Laura Marinoni che ha perfettamente vestito il tragico personaggio di Fedra, così Teseo un lacerato Luca Palazzeschi, Fabrizio Falco un Ippolito ora ingenuo ora invasato, Tamara Balducci giovane governante e confidente di Fedra. Brava Anna Coppola, la dea di rosso vestita, con tutta la sua carica ironica.
Da sottolineare le luci di Pasquale Mari e il suono (fondamentale per la resa, con una selva di microfoni) di Gup Alcaro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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