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premio alla carriera 

Murazzi e novità per Pazzi a Torino 

Murazzi e novità per Pazzi a Torino 

Lo scrittore ferrarese ha annunciato l’uscita del nuovo romanzo

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Lo scrittore più famoso di Ferrara, Roberto Pazzi, sabato scorso ha ricevuto a Torino il Premio alla Carriera “I Murazzi”, tra il presidente Sandro Gros-Pietro e Antonella Parigi, Assessore alla Cultura e al Turismo del Piemonte, nonché vicepreside della Scuola Holden. Durante la cerimonia Pazzi ha anticipato inaspettatamente il titolo del suo nuovo romanzo, Lazzaro, in uscita a breve per Bompiani. Un titolo potente che riaffonda nel sacro le radici della nostra deriva culturale e, al tempo stesso, immagina un antidoto possibile alla corruzione della nostra mentalità. Chissà se qualcuno prima di lui si sia mai chiesto se Lazzaro volesse o meno tornare in vita.
«Sullo sfondo di un altro potenziale dittatore italiano – ha svelato l’autore – che ricorda a tratti Mussolini a tratti Berlusconi, una protagonista d’eccezione cercherà con tutte le sue forze di opporsi al ritorno al mondo del male. Sarà la santa Teresa d’Avila a incarnare il mio amore per la democrazia occidentale, per i traguardi raggiunti dal duro cammino della nostra società». Il libro sarà in tutte le librerie dal prossimo 5 aprile, mentre il 29 aprile sarà presentato all’Ibs+Libraccio da Massimo Lugli. A conferma della sua internazionalità sarà pubblicato al contempo in Corea del Sud dall’editore Buonbooks, che ha preso a cuore la penna di Pazzi, a tal punto da acquistare anche i diritti di Conclave.
Non solo, la terza edizione di Conclave, che negli anni ha collezionato diciotto traduzioni, sarà distribuita in contemporanea, sempre da Bompiani, con un’imponente Giudizio Universale in copertina. Non poteva mancare il tocco grandioso di Michelangelo nella Cappella Sistina.
La premiazione è proseguita con un omaggio alla poesia da parte di Pazzi, che ha letto qualche verso da Le rotte della mente, la raccolta inedita data alle stampe appositamente per il pomeriggio torinese. Lo scrittore ha poi tenuto un intervento sulla sopravvivenza del cartaceo nell’era digitale.
«Resterà un bene insostituibile – afferma – acuto come il coltello e saldo come il timone. I libri sono numeri primi dei quali non possiamo fare a meno. Se a una prima lettura ti aiutano a capire chi sei, nel momento in cui decidi di rileggerli comprendi chi sei diventato. La fisicità stessa dell’oggetto accompagna la nostra esistenza. Quando mi fermo a guardarli sui miei scaffali, mi rendo conto della spazialità, del volume che hanno acquisito sistemandosi nella mia memoria. La loro storicità nella biblioteca di ciascuno rammenta chi te li ha donati, le persone che ti hanno lasciato un segno oltre quelle copertine – ha concluso Pazzi – rispetto agli schermi sfuggenti degli ereader».
Matteo Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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