Aperti oltre 1000 luoghi tra arte, storia e paesaggio
Il 25 e 26 marzo in tutta Italia si terrà la 25ª edizione della manifestazione In programma visite inedite in compagnia di 42000 fra volontari e ciceroni
3 MINUTI DI LETTURA
Oltre mille luoghi da visitare a contributo libero in tutta Italia, quattro nella nostra provincia, due in città e due a Comacchio, tantissimi altri posti da poter vedere (alcuni per la prima volta) anche nelle province confinanti con la nostra. Insomma, quelle in arrivo sabato 25 e domenica 26 marzo saranno “Giornate Fai di primavera” ancor più ricche. E questo grazie ai tanti volontari Fai che il prossimo week end saranno a disposizione dei visitatori per aprire questi luoghi.
Pochi sanno, ad esempio, che a Rossano, in Calabria, è conservato nel Museo Diocesano il Codex Purpureus Rossanensis, capolavoro assoluto dei codici bizantini miniati risalenti al V-VI secolo, composto da 188 fogli di finissima pergamena purpurea e illustrato da 14 splendide miniature; e che, nel 2015 è stato riconosciuto dall’Unesco patrimonio universale dell’Umanità. Di sicuro pochi conoscono il piccolo villaggio medievale di Caramanico Terme, in provincia dell’Aquila, nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, con, tra il resto, la Chiesa di San Tommaso Becket del ’400 che conserva un ricco connubio di culti pagani, ermetici e cristiani. Sono solo due dei 50 borghi storici che si potranno scoprire, anche nelle loro bellezze nascoste, il 25 e 26 marzo in occasione delle “Giornate Fai di primavera”, manifestazione tesa alla riscoperta e alla valorizzazione del nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico di cui è ricco il Belpaese: luoghi, monumenti, palazzi, siti inediti, normalmente non fruibili o preclusi alla visita.
La manifestazione, che festeggia la 25ª edizione, è stata presentata a Palazzo Chigi dal presidente del Fondo Ambiente Italiano, Andrea Carandini, il quale ha esordito dicendo che «lo scopo delle due giornate è quello di distogliere la gente dagli schermi bidimensionali per scoprire la realtà tridimensionale del paesaggio italiano». Presente il premier Gentiloni, il quale, nel suo intervento ha ribadito quanto l’intuizione delle Giornate Fai abbia fatto strada diventando un fenomeno di massa al punto «da diventare oggi un elemento fondamentale del nostro paesaggio culturale». «L’idea semplice e vincente è l’aver associato la scoperta alla partecipazione. Tutti noi abbiamo nella strada vicina un tesoro che conosciamo poco. È un modo per essere fino in fondo italiani, essere consapevoli della bellezza, ma vivendola in modo inclusivo e aperta verso il mondo. Un messaggio culturale, persino politico».
Gentiloni ha inoltre ribadito «l’impegno del governo alla cura e alla prevenzione del territorio specie dopo il fenomeno cronico dell’ultimo sisma. Un lavoro di lunga lena, da rilanciare, con l’idea di lavorare per decenni alla manutenzione del Paese, e che sollecita la responsabilità delle istituzioni».
Presente il ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini, che ha sottolineato i due punti fondamentali «del nuovo piano strategico del turismo, in linea con l’azione del Fai di questi anni: puntare al turismo sostenibile e all’Italia come museo diffuso per governare la crescita turistica e puntare sul turismo che cerca l’eccellenza e rispetta la fragilità di città d’arte e del paesaggio».
Il grande successo della Giornate Fai e la straordinaria partecipazione, cresciuta negli anni, lo dicono i numeri di questa edizione con l’apertura straordinaria, dal Nord al Sud, di ben 1000 siti in 400 località 260 palazzi e ville, 51 borghi, 79 castelli e torri, 90 piccoli musei. Tesori di arte e natura in molti casi sconosciuti, perlopiù inaccessibili ed eccezionalmente visitabili. Per un bilancio importante del quarto di secolo lo dicono altri numeri: 10mila luoghi aperti in 4.300 città, oltre 9 milioni di visitatori, 115mila volontari e 210mila giovani apprendisti e aspiranti “ciceroni”. Quest'anno, i volontari saranno 7.500, gli “apprendisti ciceroni” 35mila. Info www.giornatefai.it.
Pochi sanno, ad esempio, che a Rossano, in Calabria, è conservato nel Museo Diocesano il Codex Purpureus Rossanensis, capolavoro assoluto dei codici bizantini miniati risalenti al V-VI secolo, composto da 188 fogli di finissima pergamena purpurea e illustrato da 14 splendide miniature; e che, nel 2015 è stato riconosciuto dall’Unesco patrimonio universale dell’Umanità. Di sicuro pochi conoscono il piccolo villaggio medievale di Caramanico Terme, in provincia dell’Aquila, nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, con, tra il resto, la Chiesa di San Tommaso Becket del ’400 che conserva un ricco connubio di culti pagani, ermetici e cristiani. Sono solo due dei 50 borghi storici che si potranno scoprire, anche nelle loro bellezze nascoste, il 25 e 26 marzo in occasione delle “Giornate Fai di primavera”, manifestazione tesa alla riscoperta e alla valorizzazione del nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico di cui è ricco il Belpaese: luoghi, monumenti, palazzi, siti inediti, normalmente non fruibili o preclusi alla visita.
La manifestazione, che festeggia la 25ª edizione, è stata presentata a Palazzo Chigi dal presidente del Fondo Ambiente Italiano, Andrea Carandini, il quale ha esordito dicendo che «lo scopo delle due giornate è quello di distogliere la gente dagli schermi bidimensionali per scoprire la realtà tridimensionale del paesaggio italiano». Presente il premier Gentiloni, il quale, nel suo intervento ha ribadito quanto l’intuizione delle Giornate Fai abbia fatto strada diventando un fenomeno di massa al punto «da diventare oggi un elemento fondamentale del nostro paesaggio culturale». «L’idea semplice e vincente è l’aver associato la scoperta alla partecipazione. Tutti noi abbiamo nella strada vicina un tesoro che conosciamo poco. È un modo per essere fino in fondo italiani, essere consapevoli della bellezza, ma vivendola in modo inclusivo e aperta verso il mondo. Un messaggio culturale, persino politico».
Gentiloni ha inoltre ribadito «l’impegno del governo alla cura e alla prevenzione del territorio specie dopo il fenomeno cronico dell’ultimo sisma. Un lavoro di lunga lena, da rilanciare, con l’idea di lavorare per decenni alla manutenzione del Paese, e che sollecita la responsabilità delle istituzioni».
Presente il ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini, che ha sottolineato i due punti fondamentali «del nuovo piano strategico del turismo, in linea con l’azione del Fai di questi anni: puntare al turismo sostenibile e all’Italia come museo diffuso per governare la crescita turistica e puntare sul turismo che cerca l’eccellenza e rispetta la fragilità di città d’arte e del paesaggio».
Il grande successo della Giornate Fai e la straordinaria partecipazione, cresciuta negli anni, lo dicono i numeri di questa edizione con l’apertura straordinaria, dal Nord al Sud, di ben 1000 siti in 400 località 260 palazzi e ville, 51 borghi, 79 castelli e torri, 90 piccoli musei. Tesori di arte e natura in molti casi sconosciuti, perlopiù inaccessibili ed eccezionalmente visitabili. Per un bilancio importante del quarto di secolo lo dicono altri numeri: 10mila luoghi aperti in 4.300 città, oltre 9 milioni di visitatori, 115mila volontari e 210mila giovani apprendisti e aspiranti “ciceroni”. Quest'anno, i volontari saranno 7.500, gli “apprendisti ciceroni” 35mila. Info www.giornatefai.it.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
