La Nuova Ferrara

Storia di una gioventù nel mito della Spal 

di DAVIDE BONESI
Storia di una gioventù nel mito della Spal 

Il giornalista Paolo Negri ha scritto il libro “E Cascella dribblava...” in cui racconta due anni decisivi per sé e per Ferrara

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Non è un libro sulla Spal. Sarebbe troppo facile scriverlo in questo momento d’oro, con la squadra biancazzurra che sogna la serie A. È un libro in cui, certo, si parla di Spal, ma non è l’argomento principale, anche se l’autore è uno dei massimi conoscitori della materia. Paolo Negri, giornalista della Nuova Ferrara, da anni redattore che si occupa della beneamata, ha scritto il suo quarto volume di carattere sportivo. Dopo Le ali ai piedi (dedicato ai numeri ‘7’, i suoi giocatori preferiti), La mia Spal e Il calcio a Ferrara, ecco E Cascella dribblava... Quando la Spal e la vita erano un sogno. Probabilmente neppure il calciatore a cui è stato dedicato questo volume, il pugliese Salvatore Cascella, è il vero protagonista del lavoro di Negri, come recita emblematicamente il sottotitolo. Si parla ovviamente di Spal, in particolare delle annate 1975-’76 e 1976-’77, ma viene narrata soprattutto una vita, quella dell’autore inserita in una Ferrara che allora (come oggi) ruotava attorno alla squadra biancazzurra.
Ma quelli raccontati erano altri tempi, innanzitutto gli anni della gioventù del calciofilo Paolo Negri, che di questo amore ha fatto una professione, ma non come giocatore (“Questo è calcio ‘vero’, e per me non c’è posto. Né ci sarà in futuro”, racconta amaramente l’autore il suo infelice provino all’Acli San Luca). Attenzione però, chi conosce bene il giornalista sa che le sue passioni sono tante, dalla letteratura alla Francia fino al cinema e all’interno del volume si trovano tutte, raccontate alternandole in modo equilibrato alla carriera spallina di Cascella.
Quello per il calciatore esploso a Legnano e poi al Benevento in serie C, prima di approdare alla Spal nell’estate del 1975, è un vero e proprio colpo di fulmine, sportivamente parlando ovviamente. L’autore se ne innamora già alla prima amichevole, perché Cascella è un personaggio completo, non solo per le giocate che esprime in campo, ma pure per l’abbigliamento, le auto bellissime, le donne che spingono il presidente Mazza a farlo dormire al Centro (ma tanto scapperà lo stesso). Ma Negri non è l’unico ad accorgersi di Cascella, tanto è vero che al debutto ufficiale in Coppa Italia, in casa del Milan, la Spal (militante in serie B) perde immeritatamente e l’ala fa impazzare un certo Sabadini. Il primo contatto con il proprio eroe è un autografo al termine dell’allenamento, poi l’autore vive intensamente i due anni di Cascella alla Spal, fra le gioie dei gol (e dei dribbling) bellissimi della prima stagione, chiusa al settimo posto, alle disavventure della seconda, caratterizzata dallo storico ‘sgambetto’ al presidentissimo Paolo Mazza, culminata con la triste retrocessione in serie C all’ultima giornata. In mezzo c’è perfino una telefonata dell’ancora minorenne Negri a Mazza nell’estate del ’76 per chiedergli di non cedere il suo idolo...
Ci fermiamo, chiaramente non possiamo raccontare l’intero libro, uscito martedì per i tipi della Faust Edizioni di Ferrara. La prefazione è stata affidata a Massimo Callegari, noto conduttore ferrarese di Mediaset, che mosse i primi passi da giornalista proprio seguendo la Spal insieme a Negri per La Nuova Ferrara. A parte il ricco apparato fotografico finale, è anche inserita una postfazione affidata allo stesso Cascella, il primo ad essere sorpreso di un volume interamente dedicato a lui. “In quel preciso momento né lui né io possiamo sapere che le nostre vite hanno preso a tessere un filo che si srotolerà nel tempo, nei decenni, in qualche modo unendoci”, scrive l’autore il giorno in cui ha avuto il coraggio di chiedere l’autografo al calciatore pugliese. E domani i due si ritrovano 42 anni dopo...
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