Ferrara diventa città ideale per “Film Set”
Con Brescello è entrata nel progetto internazionale per creare un itinerario europeo dedicato ai luoghi cinematografici
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Ferrara resta un set ideale e lo riconoscono da ogni parte del mondo. L’ennesima conferma arriva da “Film Set”, un progetto internazionale che nasce con lo scopo di creare un itinerario europeo legato ai luoghi cinematografici.
I Paesi che hanno aderito sono Belgio, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia. Per l’Italia, grazie al coinvolgimento dell’Associazione italiana turismo responsabile (Aitr), è stata scelta l’Emilia-Romagna con Brescello (provincia di Reggio Emilia), location di Don Camillo, e la nostra città, dove fu girato Il giardino dei Finzi-Contini.
“Film Set” riconosce l’importanza del cinema nella cultura occidentale; d’altronde, quale regista non si è lasciato ispirare da alcuni scorci della nostra città?
«Il progetto consiste nella ripresa di cinque città europee relazionate con il cinema – ci spiega il regista spagnolo Carlos Navarro, curatore di “Film Set” – per verificare come aiutarle a crescere in termini di affluenza turistica. In Emilia-Romagna abbiamo individuato due realtà molto concrete, Brescello e Ferrara. La durata di entrambe le animazioni sarà di cinque minuti a testa e compariranno immagini delle pellicole. È stato naturale per me lavorare in questi contesti, perché sono entrambe innegabilmente belle. Ci siamo concentrati sulle differenze, sui passaggi più emozionanti: se Ferrara è monumentale, Brescello è più caratteristica, ma con il fascino trascinante di Don Camillo e di tutto quello che oggi è rimasto visibile».
Ferrara ha ospitato più di duecento film, da Cronaca di un amore del ferrarese Antonioni a La casa delle finestre che ridono di Pupi Avati.
«Il giardino dei Finzi-Contini è stato girato da Vittorio De Sica nel 1970 – specifica il critico Paolo Micalizzi –, aggiudicandosi l’Orso d’Oro di Berlino ed il David di Donatello nel ’71, poi nel ’72 l’Oscar come miglior fil straniero. È diventato un cult. Una delle location più significative si è rivelata il campo da tennis alle spalle della Palazzina Marfisa. Durante il film sono riconoscibili il Castello, via delle Volte, il Palazzo dei Diamanti e con essi l’alone storico che conservano intatto. Ci fu anche una grande presenza di comparse ferraresi. Ricordo ancora la folla intorno al set».
Lo stesso Micalizzi, fra l’altro, ha elaborato una serie di itinerari turistici basati sui set squisitamente locali, pubblicati nella guida “Provincia di Ferrara: terra e cinema”. Esiste anche una mappa per rivisitare in modo originale la città.
«Il romanzo di Bassani dà un uno spaccato dell’atmosfera del tempo – conclude Anna Quarzi, direttrice dell’Istituto di storia contemporanea di Ferrara –, un’analisi a tratti spietata, ma al contempo accurata. Ci si ritrova nel periodo di piena occupazione tedesca, quando la comunità ebraica contava nella borghesia cittadina. Il film lo riporta fedelmente, specie nelle inquadrature del giardino chiuso, il quale traspone la medesima chiusura che patirono gli ebrei a causa delle leggi razziali».
Matteo Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I Paesi che hanno aderito sono Belgio, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia. Per l’Italia, grazie al coinvolgimento dell’Associazione italiana turismo responsabile (Aitr), è stata scelta l’Emilia-Romagna con Brescello (provincia di Reggio Emilia), location di Don Camillo, e la nostra città, dove fu girato Il giardino dei Finzi-Contini.
“Film Set” riconosce l’importanza del cinema nella cultura occidentale; d’altronde, quale regista non si è lasciato ispirare da alcuni scorci della nostra città?
«Il progetto consiste nella ripresa di cinque città europee relazionate con il cinema – ci spiega il regista spagnolo Carlos Navarro, curatore di “Film Set” – per verificare come aiutarle a crescere in termini di affluenza turistica. In Emilia-Romagna abbiamo individuato due realtà molto concrete, Brescello e Ferrara. La durata di entrambe le animazioni sarà di cinque minuti a testa e compariranno immagini delle pellicole. È stato naturale per me lavorare in questi contesti, perché sono entrambe innegabilmente belle. Ci siamo concentrati sulle differenze, sui passaggi più emozionanti: se Ferrara è monumentale, Brescello è più caratteristica, ma con il fascino trascinante di Don Camillo e di tutto quello che oggi è rimasto visibile».
Ferrara ha ospitato più di duecento film, da Cronaca di un amore del ferrarese Antonioni a La casa delle finestre che ridono di Pupi Avati.
«Il giardino dei Finzi-Contini è stato girato da Vittorio De Sica nel 1970 – specifica il critico Paolo Micalizzi –, aggiudicandosi l’Orso d’Oro di Berlino ed il David di Donatello nel ’71, poi nel ’72 l’Oscar come miglior fil straniero. È diventato un cult. Una delle location più significative si è rivelata il campo da tennis alle spalle della Palazzina Marfisa. Durante il film sono riconoscibili il Castello, via delle Volte, il Palazzo dei Diamanti e con essi l’alone storico che conservano intatto. Ci fu anche una grande presenza di comparse ferraresi. Ricordo ancora la folla intorno al set».
Lo stesso Micalizzi, fra l’altro, ha elaborato una serie di itinerari turistici basati sui set squisitamente locali, pubblicati nella guida “Provincia di Ferrara: terra e cinema”. Esiste anche una mappa per rivisitare in modo originale la città.
«Il romanzo di Bassani dà un uno spaccato dell’atmosfera del tempo – conclude Anna Quarzi, direttrice dell’Istituto di storia contemporanea di Ferrara –, un’analisi a tratti spietata, ma al contempo accurata. Ci si ritrova nel periodo di piena occupazione tedesca, quando la comunità ebraica contava nella borghesia cittadina. Il film lo riporta fedelmente, specie nelle inquadrature del giardino chiuso, il quale traspone la medesima chiusura che patirono gli ebrei a causa delle leggi razziali».
Matteo Bianchi
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