La Nuova Ferrara

Il sogno di tanti giovani si decide ai Fluttuanti 

di DAVIDE BONESI
Il sogno di tanti giovani si decide ai Fluttuanti 

De la Roche giudice ad Argenta: «Il segreto? Mai arrendersi»

3 MINUTI DI LETTURA





Il direttore del Balletto di Milano e il popolare coreografo californiano André de la Roche sono solo due dei prestigiosi giudici che domani ad Argenta esamineranno oltre 550 ballerini. Si tratta del concorso nazionale di danza “Talenti alla ribalta”, che al Teatro dei Fluttuanti vedrà cimentarsi aspiranti ballerini professionisti da tutta Italia, in quattro categorie con giudici esperti in ognuna di esse.
Cresciuto giovanissimo nella scuola di danza classica “American school of dance” di Los Angeles, de la Roche ha lavorato nel lontano 1978 con il grande Bob Fosse, mentre in Italia diventa celebre nell’85 interpretando il ballerino protagonista di Joan Lui, il film surreale di Celentano. Per anni de la Roche rimane a lavorare anche nel nostro Paese, diventando un apprezzato coreografo, ma venendo anche eletto uno dei migliori ballerini jazz del mondo. Attualmente ha anche una scuola a New York, ma torna spesso nel nostro Paese e domani sarà appunto giudice ai Fluttuanti.
«La danza è una passione importante - ci racconta il coreografo statunitense -, come la musica, l’arte e la recitazione. Sono tutte da amare e da effettuare con impegno... e piacere. Personalmente il ballo è la mia vita e in fondo è una forma d’arte, no?».
Come si sente ad essere giudice di tanti aspiranti ballerini, con il rischio di stroncare la loro carriera?
«Che sia il provino di un musical o per un contratto, credo sia importante partecipare, perché è decisivo il confronto con se stesso e con gli altri. Se non sono fra i migliori al provino capirò dove migliorare e vedendo quelli migliori di me mi faccio un’idea del livello richiesto. Credo siano situazioni importanti e da provare, in fondo non c’è mai un’ultima opportunità nella danza».
Come mai “Amici” a parte la danza non sfonda in tv?
«Personalmente credo che il motivo stia nel fatto che non è vendibile. Puoi vendere un prodotto discografico, così in tv si dà spazio ai musicisti. Discorso diverso per i ballerini e gli attori, ma come per il teatro anche la danza si fa per passione e per arrivare ad un altro tipo di pubblico, non certo per arrivare in televisione. Anzi, e mi ripeto, la danza è una forma d’arte che ha bisogno di mezzi ben differenti».
Torniamo alla selezione di Argenta: che consigli dà ai giovani che sognano di far diventare la danza un lavoro?
«Di non arrendersi e di provare tante volte, perché ogni provino o concorso è una sfida, che ti dà consapevolezza e conoscenza. Io in California ho iniziato facendo il provino per un musical, poi sono passato per il mondo dello spettacolo, per il teatro e altro ancora, facendo centinaia di provini. Adesso la mia scuola è a New York perché è una città più moderna e aperta alla danza. Ma la cosa importante è confrontarsi, ogni provino è un momento di crescita».
«Credo davvero che la danza sia bella perché ti offre tante ma tante occasioni. La danza, il ballo, sono sane competizioni che ti rendono migliore. E prima o poi - conclude il coreografo - un’occasione capiterà anche a te, basta non arrendersi al primo tentativo come fanno, purtroppo, tanti giovani».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google