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Bonaffini canta “La protesta e l’amore” 

Bonaffini canta “La protesta e l’amore” 

A Occhiobello il cantautore ripercorrerà canzoni e artisti che hanno fatto la storia

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Il cantautore Luca Bonaffini venerdì alle 21 sarà al teatro comunale di Occhiobello (via Cavallotti, 33) con “La protesta e l’amore” che sarà per metà concerto e per metà reading. Bonaffini, riattraverserà la storia della musica d’autore italiana dedicando un momento monografico dedicato a Gianni Dall’Aglio.
Bonaffini, come nasce l’idea di questo concerto?
«La storia del cantautorato è molto complessa e variegata; non si tratta “solo” di canzoni politiche e di protesta ma di veri e propri racconti di vita. I cantautori hanno saputo narrare storie, trasmettere emozioni; attraverso le loro strofe hanno commosso, divertito e fatto innamorare intere generazioni. In questo spettacolo (ri)attraverso la seconda metà del ’900 in musica; diciamo dall’entrata in commercio del vinile nel ’48 all’avvento dell’era digitale a fine anni ‘80».
Ce n’è da raccontare.
«Parecchio. Amore e protesta sono stati i sentimenti che dal dopoguerra ad oggi hanno abitato i nostri archivi discografici, le radio, le riviste e, soprattutto, i nostri sogni. Il rock n roll ha fatto ampiamente la sua parte in termini di ribellione. Con musica di protesta non si intende solo quella politica; ci sono anche tante canzoni d’amore che possono essere definite “di protesta”. Basti pensare a brani di Finardi, Bennato, De Andrè, Guccini. Io sono figlio di quella generazione».
Perché ha scelto di realizzare serate monografiche?
«È sicuramente un format particolare. A differenza degli altri, questo è un tour che si potrebbe definire “a tiratura limitata” perché ogni serata si divide in due: una parte è sempre uguale, un’altra cambia. La parte che cambia è quella monografica, dedicata ogni volta a una figura che ha contribuito in maniera significativa al mondo musicale e alla storia della discografia. Per la data di Occhiobello il protagonista sarà Gianni Dall’Aglio che tra le varie cose vanta anche collaborazioni con Battisti, Mina, Celentano; inoltre, è stato fondatore e leader del gruppo I Ribelli e co-autore del successo discografico “Pugni chiusi”».
Tra le sue collaborazioni spicca quella con Pierangelo Bertoli. Come l’ha conosciuto?
«Ci siamo incontrati la prima volta nel 1983, avevo da poco finito la scuole superiori. Facevo l’università senza crederci troppo, volevo solo fare ciò che mi piaceva ovvero suonare la chitarra e cantare. Volevo seguire la mia strada senza dare ascolto a niente e nessuno. Bertoli mi aprì le porte della discografia inserendo alcune mie canzoni nei suoi dischi. Alla fine degli anni ’80 e all’inizio dei ’90 mi prese come suo braccio destro, realizzammo insieme diversi album. Fu bellissimo. Devo tanto a Pierangelo che credette in me e mi permise di fare della mia passione il mio mestiere».
Samuele Govoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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