Antonioni e gli altri Tre mostre raccontano la storia del cinema
A Palazzo della Racchetta esposti ritratti e memorabilia Con “Note a margine” alla scoperta del cineasta ferrarese
3 MINUTI DI LETTURA
Il Ferrara Film Festival non intende dimenticare la storia cinematografica della città e del territorio ferrarese e per questo, nel Palazzo della Racchetta di via Vaspergolo, dedica tre esposizioni ad alcuni protagonisti del “nostro” cinema.
Oltre alle mostre “Lyda Borelli e il primo divismo del cinema italiano”, a cura di Giovanni Alliata, dedicata all’attrice e moglie di Vittorio Cini, imprenditore e collezionista ferrarese, e all’esposizione “Fotogrammi” di Claudio Cavallini, a cura di Enrico Ravegnani (dedicata ai volti del cinema Antonioniano), ampio spazio è riservato al progetto espositivo “Note a margine. Di e su Michelangelo Antonioni”, a cura di Elisabetta Antonioni, nipote del regista e presidente dell’associazione “Michelangelo Antonioni”.
«L’idea di fare una mostra di questo tipo - spiega Elisabetta Antonioni - è nata l’anno scorso durante la prima edizione del festival, dove, come presidente dell’associazione, ho ricevuto il Dragone d’oro alla carriera, omaggio a mio zio. Tutte le opere esposte a Palazzo della Racchetta sono pezzi appartenenti all’associazione che presiedo e, in particolare, le opere di diversi artisti sono tutte donazione degli stessi all’associazione».
Nel primo ambiente vi sono materiali originali pubblicitari dei film del maestro ferrarese: tre foto-buste di “Blow Up”, caposaldo del cinema che racchiude in sé gli anni della Swinging London con immagini differenti, altrettante locandine (“Il mistero di Oberwald”, “Identificazione di una donna”, “Al di là delle nuvole”, quest’ultimo in parte girato anche a Ferrara) e un manifesto di grandi dimensioni di “Professione: reporter”, storica pellicola con protagonisti Jack Nicholson e Maria Schneider. Il film è stato anche inserito nella lista dei 500 migliori film della storia secondo Empire. Nel secondo ambiente si trovano opere di Antonioni, oltre ad alcune fotografie che lo ritraggono in momenti differenti della sua vita.
Tra queste, oltre a una foto dello studio romano del cineasta e intellettuale, scattata da Elisabetta Antonioni poco prima della sua morte, una è stata particolarmente apprezzata dai presenti: quella che vede Antonioni insieme a Monica Vitti in un momento sul set de “L’Avventura” (altra pietra miliare della storia del cinema nonché premio della giuria alla 13esima edizione del Festival di Cannes) mentre fumano insieme.
Riguardo, invece, le opere artistiche realizzate dal regista, sono visibili due creazioni giovanili, realizzate poco più che ventenne: “Dalla finestra”, un olio su tela con soggetto il campanile della chiesa Santo Stefano di Ferrara, che Michelangelo aveva l’opportunità di ammirare abitando in via Cortevecchia; e una riproduzione fotografica di un ritratto della madre del regista. Proseguendo troviamo un’opera astratta (una delle poche con questo stile) degli anni Sessanta, e un’opera di piccole dimensioni della serie delle “montagne incantate”.
Nei restanti ambienti vi sono, invece, un ritratto di Antonioni realizzato da Massimo Cavalieri, due opere della serie “Le ragazze di Antonioni” di Alessandro Baronciani (un ritratto di Monica Vitti e una di Daria Halprin in “Zabriskie Point”), e le opere del progetto pittorico del 2013 intitolato “Il mare è là in fondo al viaggio” di Isabella Guidi, oltre a un acrilico del famoso volto del regista in chiave pop realizzato da Craig Redman. Quest’ultima opera venne presentata in anteprima mondiale proprio a Ferrara nel 2012 durante il festival di Internazionale.
Andrea Musacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Oltre alle mostre “Lyda Borelli e il primo divismo del cinema italiano”, a cura di Giovanni Alliata, dedicata all’attrice e moglie di Vittorio Cini, imprenditore e collezionista ferrarese, e all’esposizione “Fotogrammi” di Claudio Cavallini, a cura di Enrico Ravegnani (dedicata ai volti del cinema Antonioniano), ampio spazio è riservato al progetto espositivo “Note a margine. Di e su Michelangelo Antonioni”, a cura di Elisabetta Antonioni, nipote del regista e presidente dell’associazione “Michelangelo Antonioni”.
«L’idea di fare una mostra di questo tipo - spiega Elisabetta Antonioni - è nata l’anno scorso durante la prima edizione del festival, dove, come presidente dell’associazione, ho ricevuto il Dragone d’oro alla carriera, omaggio a mio zio. Tutte le opere esposte a Palazzo della Racchetta sono pezzi appartenenti all’associazione che presiedo e, in particolare, le opere di diversi artisti sono tutte donazione degli stessi all’associazione».
Nel primo ambiente vi sono materiali originali pubblicitari dei film del maestro ferrarese: tre foto-buste di “Blow Up”, caposaldo del cinema che racchiude in sé gli anni della Swinging London con immagini differenti, altrettante locandine (“Il mistero di Oberwald”, “Identificazione di una donna”, “Al di là delle nuvole”, quest’ultimo in parte girato anche a Ferrara) e un manifesto di grandi dimensioni di “Professione: reporter”, storica pellicola con protagonisti Jack Nicholson e Maria Schneider. Il film è stato anche inserito nella lista dei 500 migliori film della storia secondo Empire. Nel secondo ambiente si trovano opere di Antonioni, oltre ad alcune fotografie che lo ritraggono in momenti differenti della sua vita.
Tra queste, oltre a una foto dello studio romano del cineasta e intellettuale, scattata da Elisabetta Antonioni poco prima della sua morte, una è stata particolarmente apprezzata dai presenti: quella che vede Antonioni insieme a Monica Vitti in un momento sul set de “L’Avventura” (altra pietra miliare della storia del cinema nonché premio della giuria alla 13esima edizione del Festival di Cannes) mentre fumano insieme.
Riguardo, invece, le opere artistiche realizzate dal regista, sono visibili due creazioni giovanili, realizzate poco più che ventenne: “Dalla finestra”, un olio su tela con soggetto il campanile della chiesa Santo Stefano di Ferrara, che Michelangelo aveva l’opportunità di ammirare abitando in via Cortevecchia; e una riproduzione fotografica di un ritratto della madre del regista. Proseguendo troviamo un’opera astratta (una delle poche con questo stile) degli anni Sessanta, e un’opera di piccole dimensioni della serie delle “montagne incantate”.
Nei restanti ambienti vi sono, invece, un ritratto di Antonioni realizzato da Massimo Cavalieri, due opere della serie “Le ragazze di Antonioni” di Alessandro Baronciani (un ritratto di Monica Vitti e una di Daria Halprin in “Zabriskie Point”), e le opere del progetto pittorico del 2013 intitolato “Il mare è là in fondo al viaggio” di Isabella Guidi, oltre a un acrilico del famoso volto del regista in chiave pop realizzato da Craig Redman. Quest’ultima opera venne presentata in anteprima mondiale proprio a Ferrara nel 2012 durante il festival di Internazionale.
Andrea Musacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
