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Manifesti e foto alla Scala

Manifesti e foto alla Scala

C’è la riproduzione del manifesto della prima esecuzione della Turandot, il 25 aprile 1926, quella in cui Toscanini posa la bacchetta alla morte di Liù perché in quel punto si ferma anche la musica...

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C’è la riproduzione del manifesto della prima esecuzione della Turandot, il 25 aprile 1926, quella in cui Toscanini posa la bacchetta alla morte di Liù perché in quel punto si ferma anche la musica di Puccini, nella mostra che al Museo teatrale alla Scala ha aperto le celebrazioni del grande direttore. Ma ci sono anche i manifesti delle opere wagneriane che Toscanini per primo portò in Italia dove erano pressoché sconosciute. Ci sono tante immagini di momenti memorabili, come quelle del concerto diretto dal Maestro l'11 maggio 1946, nel teatro ricostruito dopo i bombardamenti del '43, o quella in cui è seduto in platea, accanto ad altri tre “mostri sacri” della lirica come Maria Callas, Victor De Sabata, Antonino Votto. «Onoriamo qui uno dei grandi d'Italia, colui che col suo rigore ha cambiato il modo di eseguire la musica alla Scala e ha anche insegnato agli italiani ad ascoltare e apprezzare la musica sinfonica», dice Franco Pulcini, curatore, con Harvey Sachs, della mostra.
“Arturo Toscanini. La vita e il mito di un maestro immortale” resterà aperta fino al 4 giugno.

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