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I musei di Ferrara si potranno visitare dal salotto di casa 

I musei di Ferrara si potranno visitare dal salotto di casa 

Accordo siglato dal Comune con Google Ireland Limited Andreotti: faremo conoscere il nostro patrimonio al mondo

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Prima di quanto si possa pensare sarà possibile sentire un’emozione simile a quella provata davanti alle pale d’altare di Cosmé Tura, a quell’intensità serafica, ma dalla propria casa, magari seduti comodi in poltrona. I nostri Musei di arte antica saranno presto visitabili anche online sulla piattaforma digitale del Google’s Cultural Institute, con percorsi virtuali che mostreranno spazi e collezioni ai visitatori del web tramite foto in alta risoluzione, video e testi. I primi ad approdare su Google Arts&Culture saranno Palazzo Schifanoia e il Museo della Cattedrale con le loro innumerevoli opere, tra sculture, dipinti, codici miniati, arazzi e paramenti sacri. A seguire saranno inseriti anche gli altri musei che, nel loro insieme, sono stati invitati dall’Istituto a partecipare al lancio online di un nuovo gruppo di istituzioni museali, in programma per l’anno in corso.
«Aggiornandolo in maniera regolare – afferma il vicesindaco Massimo Maisto – diventerà un archivio dettagliato quasi permanente, in grado di immortalare anche le fasi preparatorie degli ambienti. La realtà virtuale si dimostra così al servizio di quella concreta. La amplifica e la divulga senza barriere o restringimenti. Inoltre la rete mondiale dei musei accessibili su Google consentirà non solo di motivare i flussi turistici, e mi riferisco a chi farà una visita introduttiva dal proprio smartphone mentre si sta recando qui in viaggio, ma anche a ricercatori e collezionisti di consultare quello che offre Ferrara».
Tutti i dettagli sono stati definiti da accordi approvati di recente dall’amministrazione comunale, sottoscritti con Google Ireland Limited, in base ai quali i musei stessi avranno la possibilità di pubblicare gratuitamente sulla piattaforma contenuti multimediali relativi alla propria storia.
«La conoscenza viene davvero promossa su ampia scala – aggiunge Angelo Andreotti, dirigente dei Musei di arte antica e storico scientifici – come testimonia l’approccio di Google Street View. Non potevamo perdere l’opportunità di mostrare il nostro patrimonio a chi non lo conosce, specie se lontano migliaia di chilometri. Dandone prova ulteriore al mondo e invogliando chi ci incontra su un pc a venirci a trovare. I tecnici di Google si sono messi a nostra disposizione con professionalità e attenzione, impiegando attrezzature estremamente sensibili».
Senza tralasciare che l’interno di Palazzo Schifanoia è già fruibile su Google Earth, grazie a un video interattivo del Salone dei Mesi, prodotto quando questo tipo di tecnologia era ancora in fase sperimentale. Una volta connessi, pare quasi che il tempo non sia mai trascorso, come se le figure ritratte da Francesco del Cossa fossero in bilico tra oggi e il Rinascimento. E fa impressione trovarsi di fronte l’imponente orso bianco del Museo di storia naturale, a fauci spalancate, sebbene confinato dietro uno schermo e non dal vivo. Il pioniere dei musei civici ferraresi è stato proprio quello in via de Pisis, sbarcando sulla piattaforma digitale nel 2016 e offrendo la possibilità di essere esplorato a distanza. «A giorni inseriremo l’integrazione sul backstage della mostra dedicata ai cetacei – conclude Stefano Mazzotti, direttore del Museo di storia naturale –. Saranno visibili le varie fasi dell’allestimento, da quando abbiamo iniziato sino al dipinto a muro del cucciolo di balena, realizzato lungo le scale a grandezza naturale, per evidenziare le dimensioni di una mandibola di balenottera comune rinvenuta in spiaggia a Porto Garibaldi. Ogni museo è una situazione in divenire, come il web, che restituisce volume al passato».
Ultimo, ma non per importanza, il Museo Archeologico Nazionale si nota subito su Google Arts&Culture con la serie di ceramiche etrusche. Il turista 2.0 può anche scegliere di avvicinarsi o allontanarsi dai monili in ambra, seguire la forma delle antiche piroghe dalla prua alla poppa e perdersi, addirittura, a osservare da varie angolazioni l’intreccio mozzafiato del Garofalo. L’atmosfera mai sarà la medesima, però la visione tridimensionale consente di non alzare troppo a lungo gli occhi al soffitto della Sala del Tesoro, bensì di godersela tutta in salvo dal torcicollo.
Matteo Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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