La Nuova Ferrara

“Quei Due” al teatro Nuovo sono Solenghi e Dapporto 

di SAMUELE GOVONI
“Quei Due” al teatro Nuovo sono Solenghi e Dapporto 

Lo spettacolo e gli anni nel Trio. «La Marchesini? Una complice splendida»

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Charlie e Harry, sono due barbieri gay della periferia londinese. Vivono insieme da una trentina d’anni e, come tutte le coppie, si trovano a affrontare e condividere la vita e la quotidianità tra alti e bassi, imprevisti e inconvenienti. A portare in scena la loro storia sono Massimo Dapporto e Tullio Solenghi. Proprio quest’ultimo, pilastro del trio comico composto da lui, Massimo Lopez e Anna Marchesini, racconta di “Quei Due”, questo il titolo della rappresentazione, che domani alle 21 sarà in scena al teatro Nuovo di Ferrara; ultima replica che chiude due anni di tournée che ha riscosso successi e consensi in tutta Italia.
Solenghi, come descriverebbe lo spettacolo?
«Si tratta di una giornata tipo di una coppia gay che vive nella Londra di fine anni Sessanta. I due affrontano difficoltà, incomprensioni, alti e bassi e inconvenienti di tutti i giorni; dinamiche che assomigliano e ricordano il rapporto di una qualsiasi coppia etero o omosessuale che sta insieme da tanto tempo. Inoltre, la vicenda si svolge in una Londra cupa, in cui l’omosessualità veniva ancora condannata come reato. Per fortuna i tempi sono cambiati».
E lei in scena chi è?
«Il mio personaggio è quello più “stanziale” mentre l’altro, prima di scoprire la sua omosessualità era sposato e ha una figlia. In scena succedono tante cose, si alternano situazioni diverse però, pur affrontando tematiche delicate e sensibili, abbiamo voluto dare un taglio molto divertente e ironico a tutta la vicenda; insomma, c’è pure da ridere».
Aveva già lavorato con Dapporto? Come vi siete trovati insieme?
«No, è la prima volta. Siamo amici da una vita e spesso capitava che, incontrandoci, ci ripromettessimo di lavorare assieme. Finalmente lo abbiamo fatto ed è stato davvero bello e divertente. Non capita spesso di trovare un amico, un collega, con cui ci sia armonia sia sul palco, sia nella vita di tournée».
Ormai un anno fa ci lasciava Anna Marchesini, che ricordo ha di lei?
«Di lei voglio cancellare i ricordi dell’ultimo periodo, di quando l’ho vista già minata nella salute e provata da quella malattia che se l’è portata via. Anna (sospira e sorride, ndr) mi piace ricordarla nei momenti più divertenti e esaltanti. Per me è stata una sorella, una complice e una compagna di giochi splendida con cui ho condiviso 12 anni di avventura».
Cosa ha rappresentato per lei e per il pubblico Il Trio?
«Siamo diventati un cult grazie ai Promessi sposi (1990, ndr), sceneggiato da noi diretto e interpretato. All’epoca non ci rendevamo conto di quanto potesse essere “forte” per il pubblico; facevamo ciò che divertiva noi per primi. Penso che le peculiarità de Il Trio siano state essenzialmente tre: non c’era nessun leader tra noi, ognuno era pronto ad essere la spalla dell’altro e abbiamo sempre fatto tutto da soli e uniti».
“Quei Due” è ormai agli sgoccioli. Sta già pensando a un altro spettacolo?
«Quella di Ferrara sarà l’ultima tappa di un tour nei teatri che dura da due anni. Ora sono pronto per gettarmi in un altro progetto. Torneremo in scena insieme io e Massimo Lopez con uno spettacolo di varietà. In scena saremo anche accompagnati da quattro musicisti, non mancheranno momenti classici de Il Trio; saranno due ore divertenti e esilaranti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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