porto garibaldi
Lunghi muri in cemento armato e difese su tutto il fronte mare
PORTO GARIBALDI. Non solo il Parco del Delta, ma anche la storia comune legata agli sbarramenti difensivi tedeschi, unisce attraverso un filo invisibile, i Comuni di Rosolina e Comacchio. La parabola...
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PORTO GARIBALDI. Non solo il Parco del Delta, ma anche la storia comune legata agli sbarramenti difensivi tedeschi, unisce attraverso un filo invisibile, i Comuni di Rosolina e Comacchio. La parabola del radar scoperto a Rosolina sarebbe stata trasportata, a fine guerra, in laguna, sopra un carro trainato da un cavallo. Non è dato a sapere che fine abbia fatto la parabola di Hitler e per quale motivo le forze alleate, nel ’45, abbiano disposto il suo trasferimento a Comacchio. Dopo la firma dell’armistizio Porto Garibaldi diviene uno dei presidi strategici della Wehermacht. «Tutto il territorio viene trasformato in un’area di difesa - scrive Alessandro Pierotti nel suo volume “Magnavacca, storie di un lungo viaggio” -. Lunghi muri in cemento armato delimitano l’arenile e vengono disseminati fortini su tutto il fronte mare». Nell’autunno del ’43 si cominciò ad edificare la linea difensiva chiamata Gensis Chan. Ancora oggi sono visibili i segni delle fortificazioni in via Anita, mentre i bunker ricordano, per morfologia, quelli presenti in gran numero a Bosco Mesola.(k.r.)
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