La Nuova Ferrara

Quei fortini costruiti nel 1943 dai nazisti 

Quei fortini costruiti nel 1943 dai nazisti 

I lavori furono raccontati da Avanzi nell’ambito della prima mostra con le fotografie della Occhi

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MESOLA . Il Comune di Mesola ormai da fine 2014 offre ai visitatori una nuova proposta turistica: i bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Prima della loro apertura ci aveva spiegato questa nuova opportunità l’assessore alla cultura Lara Fabbri: «Da anni il Gruppo mappe di Comunità, coordinato dalla funzionaria della Provincia, Giuliana Castellari e supportato dall’amministrazione comunale, ha iniziato uno studio sui bunker presenti nel territorio di Mesola, unici nel loro genere. Poi sono stati consultati gli storici Paticchia e Baglione che hanno approfondito l’argomento con il libro dal titolo Sulle tracce della linea Gotica e, infine, l’amministrazione comunale ha candidato un progetto al programma interterritoriale “Tur Rivers”, sottoscrivendo una convenzione col il Gal Delta 2000, ottenendo un finanziamento per il bando 2007/2013 e realizzato un intervento, da parte dall’architetto Azzurra Carli, con le fotografie realizzate da Francesca Occhi, fra l’altro originaria del nostro Comune».
Il progetto aveva previsto il recupero di due manufatti: «uno è stato riportato alle condizioni in cui si trovava in epoca bellica e l’altro ripristinato ad uso ad abitazione civile, come fu veramente per alcuni dei fortini costruiti all’epoca».
Infatti, dopo la fine della guerra alcune famiglie sfollate vissero proprio nei bunker. Al termine dei lavori era dunque possibile fruire di un percorso turistico in cui si visiteranno i bunker: alcuni solo dall’esterno, altri anche all’interno presenti nella pineta del Fondo dove se ne contavano inizialmente una decina ed è stata poi effettuata la loro completa mappatura. «Questo è un progetto che si allaccerà in futuro ad un altro di interesse europeo inerente la Linea Gotica», spiegò ancora la Fabbri.
Proprio le fotografie della Occhi furono protagoniste di una mostra inizialmente esposta alla Palazzina Turismo di Pomposa con grande successo di pubblico e poi al Castello di Mesola in occasione della 23ª “Sagra dell’asparago” nel 2004. Ad accompagnare le immagini dei bunker anche una video-intervista dell’anziano mesolano Nino Avanzi, che nel 1943 partecipò alla costruzione dei fortini progettati addirittura da Adolf Hitler. «Nel ’43 - raccontò Avanzi - siamo stati reclutati dai tedeschi tramite l’ufficio di collocamento. Lavoravamo in qualsiasi condizione di tempo, per un minimo di 12 ore al giorno. Se si faceva il proprio dovere non si veniva maltrattati. Al contrario, i tedeschi erano molto rigidi verso coloro che non rispettavano le regole sul luogo di lavoro. Il nostro stipendio mensile era di 500 lire, la paga di un operaio dell’epoca».

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