Le foto raccontano Bassani e la difesa della storia
In parete alla Mlb home gallery il progetto della forlivese Camporesi dedicato a luoghi abbandonati
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Il Bassani dell’impegno in difesa del patrimonio artistico e naturale, come fonte d’ispirazione per un rinnovato progetto artistico. Silvia Camporesi, una delle più apprezzate fotografe italiane, torna nella Maria Livia Brunelli home gallery di Ferrara, con una mostra originale, la cui parte inedita è dedicata a quattro luoghi abbandonati del nostro territorio.
“Atlas Italiae: Tabula Ferrarense cento anni dopo Giorgio Bassani” è il nome dell’esposizione della fotografa forlivese, che verrà inaugurata sabato alle 18, e rimarrà in parete nella home gallery di corso Ercole I d’Este 3, fino al prossimo 8 ottobre. “Atlas Italiae” è il nome del volume fotografico edito nel 2015, in cui l’artista ha raccolto 112 foto di 70 luoghi abbandonati in tutta la Penisola. In mostra, dunque, sulla parete centrale della galleria fotografie stampate in bianco e nero e poi colorate a mano, per un lavoro di studio, ricerca e viaggio durato circa due anni.
La Camporesi ritorna, dunque, a Ferrara, più di un anno dopo la presentazione di “Atlas Italiae” dalla Brunelli nel febbraio 2016: in occasione del centenario dalla nascita di Giorgio Bassani (4 marzo 1916 - 13 aprile 2000), intende, così, omaggiare a un tempo lo scrittore e la sua città.
Le abbiamo rivolto alcune domande sulla mostra. A Ferrara presenterà un “Atlas italiae” rinnovato: cosa rimane del vecchio progetto, e cosa c’è invece di nuovo? «Esporrò una selezione di 15 opere fra le tante pubblicate, oltre a quattro inediti riguardanti altrettanti luoghi abbandonati di Ferrara e provincia. Per la precisione, l’ex stazione dei treni di Bondeno, il manicomio infantile di Aguscello, una villa di Ferrara, che stanno per ristrutturare, e l’ex Eridania di Codigoro: sono tutte foto inedite, non presenti nel libro».
Perché ha scelto Bassani per raccontare questi luoghi ferraresi? «L’ho scelto per il legame sentimentale che mi lega a lui, in particolare nel suo lavoro per Italia Nostra. Ho visitato i luoghi “ferraresi” di Bassani, quelli della sua vita e della sua produzione letteraria, ma non ne ho trovati che mi soddisfacessero a livello fotografico. E, in più, quello sui luoghi bassaniani è un lavoro già fatto, e non poco, in passato. Ho preferito così riprendere l’impegno di Bassani sulla “Italia da salvare” (titolo dell’omonimo libro con gli scritti di Bassani sul tema, ndr)».
Queste foto ferraresi quando le hai scattate? Il territorio di Ferrara non è presente nel progetto di “Atlas Italiae”?
«Sono scatti che ho realizzato in periodi diversi. In “Atlas Italiae” è presente uno scatto dell’ex Eridania di Codigoro, diverso però da quello che esporrò alla Mlb gallery».
Infine, ricordiamo che la Camporesi non è nuova ad omaggi di illustri ferraresi: infatti, sempre nella gallery di corso Ercole I d’Este, tra fine 2015 ed inizio 2016 ha esposto “Le citta del pensiero. Un’indagine metafisica” ispirata a de Chirico, mentre nel 2012 ha presentato “Qualche volta, di notte. Omaggio ad Antonioni”, per il centenario della nascita del regista.
Andrea Musacci
“Atlas Italiae: Tabula Ferrarense cento anni dopo Giorgio Bassani” è il nome dell’esposizione della fotografa forlivese, che verrà inaugurata sabato alle 18, e rimarrà in parete nella home gallery di corso Ercole I d’Este 3, fino al prossimo 8 ottobre. “Atlas Italiae” è il nome del volume fotografico edito nel 2015, in cui l’artista ha raccolto 112 foto di 70 luoghi abbandonati in tutta la Penisola. In mostra, dunque, sulla parete centrale della galleria fotografie stampate in bianco e nero e poi colorate a mano, per un lavoro di studio, ricerca e viaggio durato circa due anni.
La Camporesi ritorna, dunque, a Ferrara, più di un anno dopo la presentazione di “Atlas Italiae” dalla Brunelli nel febbraio 2016: in occasione del centenario dalla nascita di Giorgio Bassani (4 marzo 1916 - 13 aprile 2000), intende, così, omaggiare a un tempo lo scrittore e la sua città.
Le abbiamo rivolto alcune domande sulla mostra. A Ferrara presenterà un “Atlas italiae” rinnovato: cosa rimane del vecchio progetto, e cosa c’è invece di nuovo? «Esporrò una selezione di 15 opere fra le tante pubblicate, oltre a quattro inediti riguardanti altrettanti luoghi abbandonati di Ferrara e provincia. Per la precisione, l’ex stazione dei treni di Bondeno, il manicomio infantile di Aguscello, una villa di Ferrara, che stanno per ristrutturare, e l’ex Eridania di Codigoro: sono tutte foto inedite, non presenti nel libro».
Perché ha scelto Bassani per raccontare questi luoghi ferraresi? «L’ho scelto per il legame sentimentale che mi lega a lui, in particolare nel suo lavoro per Italia Nostra. Ho visitato i luoghi “ferraresi” di Bassani, quelli della sua vita e della sua produzione letteraria, ma non ne ho trovati che mi soddisfacessero a livello fotografico. E, in più, quello sui luoghi bassaniani è un lavoro già fatto, e non poco, in passato. Ho preferito così riprendere l’impegno di Bassani sulla “Italia da salvare” (titolo dell’omonimo libro con gli scritti di Bassani sul tema, ndr)».
Queste foto ferraresi quando le hai scattate? Il territorio di Ferrara non è presente nel progetto di “Atlas Italiae”?
«Sono scatti che ho realizzato in periodi diversi. In “Atlas Italiae” è presente uno scatto dell’ex Eridania di Codigoro, diverso però da quello che esporrò alla Mlb gallery».
Infine, ricordiamo che la Camporesi non è nuova ad omaggi di illustri ferraresi: infatti, sempre nella gallery di corso Ercole I d’Este, tra fine 2015 ed inizio 2016 ha esposto “Le citta del pensiero. Un’indagine metafisica” ispirata a de Chirico, mentre nel 2012 ha presentato “Qualche volta, di notte. Omaggio ad Antonioni”, per il centenario della nascita del regista.
Andrea Musacci
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