Il libro simbolo di Merriam: «L’artista è un grande messaggero»
Si intitola “The anthropology of music” ed è libro scritto nel lontano 1964 dall’antropologo statunitense (del Montana) Alan Parkhurst Merriam. «Ne ho la versione originale ancora dai tempi in cui...
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Si intitola “The anthropology of music” ed è libro scritto nel lontano 1964 dall’antropologo statunitense (del Montana) Alan Parkhurst Merriam.
«Ne ho la versione originale ancora dai tempi in cui vivevo negli Stati Uniti - racconta Telesforo -, non so neppure se c’è la versione italiana (esiste, è uscita solamente nel 2000 per i tipi di Sellerio, ndr), ma so che racconta in modo unico le funzioni primarie della musica. In fondo dà anche risposte a chi conosce le difficoltà di oggi, come di ieri, di fare un certo tipo di musica, sia la classifica fino al momento in cui avrai la fortuna di essere preso in una grande orchestra, oppure il jazz. In sostanza Merriam dice che un musicista è un messaggero che porta in giro nozioni importantissime. Penso che chi fa musica continuerà a farla anche se non prenderà soldi. Tanti anni fa il grande Count Basie diceva che “Non vengo pagato per le 2 ore che sto sul palco, ma per le 12 di autobus che mi servono ad arrivarci”».
«Ne ho la versione originale ancora dai tempi in cui vivevo negli Stati Uniti - racconta Telesforo -, non so neppure se c’è la versione italiana (esiste, è uscita solamente nel 2000 per i tipi di Sellerio, ndr), ma so che racconta in modo unico le funzioni primarie della musica. In fondo dà anche risposte a chi conosce le difficoltà di oggi, come di ieri, di fare un certo tipo di musica, sia la classifica fino al momento in cui avrai la fortuna di essere preso in una grande orchestra, oppure il jazz. In sostanza Merriam dice che un musicista è un messaggero che porta in giro nozioni importantissime. Penso che chi fa musica continuerà a farla anche se non prenderà soldi. Tanti anni fa il grande Count Basie diceva che “Non vengo pagato per le 2 ore che sto sul palco, ma per le 12 di autobus che mi servono ad arrivarci”».
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