La Nuova Ferrara

La lezione di Telesforo «La musica a scuola per affrontare la vita» 

di DAVIDE BONESI
La lezione di Telesforo «La musica a scuola per affrontare la vita» 

Domani al Torrione serata pro Unicef con la spalla di Arbore «Renzo è uomo geniale: ha cambiato le regole di radio e tv» 

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Domani sera il Jazz Club Torrione di Ferrara cambia faccia per una sera, perché sul palco salirà per la prima volta un musicista che ha fatto la storia... della televisione. Ebbene sì, perché parlando di Gegè Telesforo è immancabile pensare a Renzo Arbore, i programmi “Quelli della notte” e “Doc Club”, i tantissimi concerti con la grande orchestra dello stesso Arbore. Ma il percorso di Telesforo, polistrumentista da sempre amante della musica jazz, è molto ampio, comprende svariati programmi televisivi e radiofonici ed ora questo nuovo progetto chiamato “Soundz for Children”, ideato da Unicef e dallo stesso Telesforo per trasmettere ai più piccoli i valori del rispetto, dell’inclusione e della solidarietà attraverso la musica. Affiancano l’eclettico leader la talentuosa vocalist newyorchese (è di Brooklyn) Joanna Teters, Alfonso Deidda al sassofono, tastiere, flauto e voce, Seby Burgio al pianoforte e tastiere, “Fratello” Joseph Bassi al contrabbasso e Dario Panza alla batteria.
Si tratta del penultimo di otto appuntamenti, infatti la conclusione è prevista sabato sera al celebre Blue Note jazz club di Milano, anche se l’appuntamento clou sarà quello di stasera all’auditorium Parco della Musica di Roma...
«In effetti sono molto emozionato - ci racconta Gegé Telesforo, al secolo Eugenio Roberto Antonio Telesforo -, perché a Roma saranno presenti i vertici dell’Unicef italiana per consegnarmi la pergamena con cui sarò nominato ambasciatore Unicef nel mondo. Su questo progetto ho lavorato tanto e con grande dedizione, perché sono convinto che la musica sia una formidabile cura e un modo per educare i più piccoli. Perché la musica è un linguaggio universale ed è per questo che bisogna insegnarla a scuola, ma non un solo strumento come il flauto che poi finirà per essere odiato, bensì a 360º. La musica non va insegnata perché diventi un mestiere, magari lo potrà diventare, ma serve innanzitutto per affrontare la vita».
Sulla propria pagina Facebook il musicista in compagnia della Teters ha mandato un videomessaggio (il link è https://www.facebook.com/gigio.papaallaseconda/videos/10155196995368188/) nel quale invita i ferraresi ad essere presenti, salutando con un “La prima volta non si scorda mai”. Sì, perché per Telesforo questo è il debutto al Torrione.
«Lo sento nominare da anni - risponde - e sono felicissimo di venire. Finalmente sono stato invitato, anzi, ero quasi offeso perché non mi chiamavano. Ci sono poche realtà in Italia di quel tipo, in particolare ha il merito di tenere duro sulla qualità, di non abbassare la guardia, confermando di credere in quello che fa. In fondo sono così anche io - aggiunge -, magari sarei potuto andare al Festival di Sanremo e credetemi che ho avuto diverse possibilità, magari ora sarei più ricco ma meno felice. Il Torrione di Ferrara può condividere questa mia stessa soddisfazione, non solo per la direzione artistica ma anche per l’intera città, la quale dev’essere onorata di avere una struttura di questo tipo».
Per Telesforo è una prima volta ufficiale a Ferrara come musicista, ma la nostra città non gli è del tutto sconosciuta...
«Anzi, lì ho molti amici e musicisti che mi stanno aspettando e saranno presenti al Torrione. Al di là del progetto Unicef, al mio fianco ci sarà una band speciale con questa stella del soul e r’n’b, Joanna, la cui vocalità è davvero rara, punta diretta al cuore pur avendo soltanto 24 anni. La conferma della bontà di questo tour sta nel fatto che in tutte le serate abbiamo il sold out e, in alcuni casi, anche l’overbooking (ossia un eccesso di prenotazioni, ndr)».
Immancabile affrontare l’argomento Arbore, che ha lanciato Telesforo chiamandolo in moltissimi dei suoi programmi radiofonici, televisivi e musicali, amicizia che resiste da quasi quarant’anni...
«Renzo è una persona geniale e artisticamente molto qualificata. Insieme abbiamo realizzato programmi unici e, nel caso di “Doc”, capaci di regalare negli anni ore di archivio con personaggi che hanno fatto la storia della musica. Un po’ quello che mi ha permesso di fare Rai 5 con “Variazioni su tema”, 10 minuti al giorno per raccontare vite e avventure dei musicisti, ma non le solite popstar che sono le uniche ad avere visibilità nei principali canali nazionali. Una cosa sono i talent show, un’altra pensare al di là del musicista o cantante».
Impossibile ripetere in televisione programmi come “Quelli della notte” o “Doc”?
«Mancano le competenze dei dirigenti e degli autori, servono persone di grande gusto. Ma Renzo assieme a Gianni Boncompagni in radio e Ugo Porcelli in tv ha cambiato le regole, lasciando un’eredità importante che si trova in tantissimi programmi, non solo in quelli di Fazio e Fiorello».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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