La Nuova Ferrara

Primi passi per la convivenza tra Museo e “Pico Cavalieri” 

di DAVIDE BONESI
Primi passi per la convivenza tra Museo e “Pico Cavalieri” 

L’amministrazione ha convocato le associazioni con sede in corso Giovecca Maisto: «Progetto ancora lontano, ma servirà a riqualificare il quadrante est»

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«Diciamo che è stata fatta chiarezza, poi parliamo di progetti ancora lontano nel tempo, quindi l’importante era avere un chiarimento». Sono queste le prime parole di Massimo Maisto, il vicesindaco del Comune di Ferrara al termine dell’incontro avuto ieri mattina con il Comitato delle associazioni che hanno sede alla Casa della Patria “Pico Cavalieri”. Appuntamento voluto dall’amministrazione comunale dopo le critiche sollevate dalle stesse associazioni in conseguenza della notizia del trasferimento del Museo del Risorgimento e della Resistenza all’interno della Casa della Patria, conseguenze dei lavori di ampliamento previsti a Palazzo dei Diamanti. Oltre a Maisto e ad alcuni componenti del Comitato, hanno partecipato il primo cittadino Tiziano Tagliani, i dirigenti Giovanni Lenzerini e Angelo Andreotti e l’architetto Natascia Frasson.
«La prima necessità era chiarirsi - ribadisce Maisto -, poi è stato ribadito il concetto di come alla Casa della Patria ci sia lo spazio per il Museo e per le associazioni. Chiaramente è necessario un intervento architettonico poi penso che il Museo possa prevedere attività legate alle loro, ad esempio pensiamo ci possa essere un’aula multimediale, un’altra per conferenze e mostre, a disposizione di tutti. In questo modo ci guadagnerebbero tutti».
Le associazioni temevano di essere cacciate via, ‘impugnando’ il lascito fatto dalla famiglia Cavalieri a loro favore nel lontano 1930... «Nessuno manda via nessuno, le polemiche sono nate su semplici chiacchiere, visto che non c’è alcun progetto e non intendiamo scavalcare le associazioni. Il bando era uscito molto prima dell’annuncio fatto nella conferenza stampa relativa ai lavori per i Diamanti e, non a caso, la Frasson era andata già diverse volte alla Casa della Patria per sopralluoghi».
La struttura di corso Giovecca è però ancora terremotata e un’ala è inagibile, come sarà possibile far convivere il Museo del Risorgimento e della Resistenza e tutte le associazioni presenti alla Casa della Patria? «Il primo passo è proprio il recupero della parte chiusa grazie ai fondi disposti dalla Regione. La ristrutturazione del palazzo è chiaramente la priorità, poi l’idea è quella di posizionare il Museo al piano superiore con tutte le associazioni sotto. Resto personalmente convinto che questo spostamento sia un’ottima idea. Chiaramente al Museo, non essendo più vicino a Palazzo dei Diamanti, viene chiesto un piccolo sacrificio in termini di possibili visitatori, ma dalla Casa della Patria, passando per palazzina Marfisa d’Este, Palazzo Bonacossi, Palazzo de’ Romei fino al Museo Archeologico Nazionale e l’ampliamento dell’area universitaria significa una riqualificazione culturale del quadrante est cittadino, dalla quale tutti trarranno un beneficio».
Conclusa - si spera - la parte relativa ai chiarimenti, l’ultimo nodo da sciogliere è quello delle tempistiche, anche se già al ‘famoso’ annuncio nella conferenza stampa sui lavori a Palazzo dei Diamanti era stato spiegato che si parlava del 2019 e oltre... «Abbiamo lanciato questo bando internazionale per l’allargamento dei Diamanti, comprendendo il giardino che ha sollevato altre critiche immotivate. Aspettiamo intanto di vedere chi vincerà questo bando, di certo i lavori - conclude il vicesindaco - non cominceranno prima del 2019, quindi l’intero progetto si può ancora sistemare».
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