in via pomposa
Un enorme parco con tante piante di frutta
Fra gli spazi più interessanti per originalità e varietà di piante quello di Paola Roncarati (vicepresidente Garden Club) in via Pomposa 70. «Io lo definisco “giardino condiviso” - ci dice –, perché...
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Fra gli spazi più interessanti per originalità e varietà di piante quello di Paola Roncarati (vicepresidente Garden Club) in via Pomposa 70. «Io lo definisco “giardino condiviso” - ci dice –, perché è il risultato di una collaborazione con Anna, cara amica moldava che ha la mia stessa passione per fiori e alberi. Così lei ogni volta che torna al suo paese mi porta qualche esemplare che noi qui non abbiamo, arricchendo il mio giardino di esemplari introvabili».
Girando fra i vialetti di questi 2.000 metri quadrati, perfettamente tenuti e ammirando le aiuole collocate secondo un progetto dell’architetto Carlo Martinoni (lo stesso che restaurò Rotonda Foschini), scopriamo le dimensioni notevoli ed i colori accesi dei tulipani moldavi, un albicocco-limone, una distesa di otto vasi di clivie in serra realizzate con pazienza e maestria da un unico vaso, una siepe di more nel boschetto, più lunghe di quelle italiane e più dolci, adatte come le albicocche per ottime marmellate. «È infatti questo lo scopo in Moldavia, coltivare molte specie per fare marmellate squisite – prosegue la Roncarati, autrice di due libri sull’Erbario di De Pisis e di Pietro Calamandrei –; ed è appunto assaggiando una di queste che Anna mi ha regalato al ritorno da un viaggio a casa, che le ho chiesto di portarmi un esemplare che ha attecchito benissimo per cui anch’io presto raccoglierò i frutti. In cambio ad Anna ho fatto scoprire il fico». (mar.go)
Girando fra i vialetti di questi 2.000 metri quadrati, perfettamente tenuti e ammirando le aiuole collocate secondo un progetto dell’architetto Carlo Martinoni (lo stesso che restaurò Rotonda Foschini), scopriamo le dimensioni notevoli ed i colori accesi dei tulipani moldavi, un albicocco-limone, una distesa di otto vasi di clivie in serra realizzate con pazienza e maestria da un unico vaso, una siepe di more nel boschetto, più lunghe di quelle italiane e più dolci, adatte come le albicocche per ottime marmellate. «È infatti questo lo scopo in Moldavia, coltivare molte specie per fare marmellate squisite – prosegue la Roncarati, autrice di due libri sull’Erbario di De Pisis e di Pietro Calamandrei –; ed è appunto assaggiando una di queste che Anna mi ha regalato al ritorno da un viaggio a casa, che le ho chiesto di portarmi un esemplare che ha attecchito benissimo per cui anch’io presto raccoglierò i frutti. In cambio ad Anna ho fatto scoprire il fico». (mar.go)
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