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ieri la scomparsa 

Bàrberi Squarotti Saluta in silenzio l’italianista legato alla nostra città

Bàrberi Squarotti Saluta in silenzio l’italianista legato alla nostra città

Giorgio Bàrberi Squarotti non c’è più. Uno degli italianisti più premurosi del secondo Novecento se n’è andato ieri, all’età di 88 anni. Nato nel 1929 a Torino, è stato uno dei critici e letterari...

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Giorgio Bàrberi Squarotti non c’è più. Uno degli italianisti più premurosi del secondo Novecento se n’è andato ieri, all’età di 88 anni.
Nato nel 1929 a Torino, è stato uno dei critici e letterari più importanti, avendo mantenuto uno sguardo vigile sull’intero Novecento. Ha insegnato Storia della letteratura italiana all’Università di Torino e ha lasciato innumerevoli studi sui maggiori scrittori della nostra tradizione letteraria e sul contemporaneo. Da non tralasciare i commenti al lirismo del Tasso, o la sua lettura di Giorgio Bassani. È stato responsabile scientifico del “Grande dizionario della lingua italiana”, edito da Utet, per la quale ha anche diretto una “Storia della civiltà letteraria italiana in sei volumi” (1990-’96).
La sua penna ha lasciato il segno anche a Ferrara, dove ha sostenuto e accompagnato con le sue parole i libri di Roberto Pazzi, Carla Baroni, Chiara De Luca, Roberto Dall’Olio, Matteo Bianchi e Rita Montanari. Quest’ultima lo aveva condotto anche all’interno del Liceo scientifico cittadino Roiti, adottando le antologie scolastiche curate da lui e sottoponendolo direttamente ai ragazzi. «Ho avuto il privilegio di conoscerlo e di stimarlo – lo saluta così la stessa Montanari – e di avere da lui giudizi puntuali su tutti i miei lavori che gli facevo pervenire, giudizi che gelosamente conservo. Porterò con me la sua grande disponibilità verso chi si rivolgeva alla sua esperienza per un consiglio. Non lo dimenticherò di certo». Alla presentazione torinese della sua opera prima, Ramidivetro, edito da Genesi, Bàrberi Squarotti c’era e c’è stato con un lungo commento persino nella sua nuova raccolta, Viaggio a ritroso. Poesia 1988-2016, dandole fiducia dall’inizio alla fine.
Umiltà e senso della misura trasparivano tanto dal suo stile quanto dal suo approccio alla via. Era innamorato della poesia, tanto da aver dato alle stampe oltre venti raccolte. “…in ogni / istante altro si aggiunge, e, stupefatto, / il Creatore ne è, e con ansia e affanno / si affretta a registrare (o forse teme / o è felicità?)”, questi versi visionari sono stati tra i suoi ultimi pubblicati.
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