guida semiseria
Cogito ergo Suv Gli automobilisti raccontati da Mantovani
Andrebbe scritto sulla carta d’identità: automobilista. Perché, al di là della foto e dei dati anagrafici - e naturalmente della multa sotto il parabrezza, di fronte a cui è inevitabile andar fuori...
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Andrebbe scritto sulla carta d’identità: automobilista. Perché, al di là della foto e dei dati anagrafici - e naturalmente della multa sotto il parabrezza, di fronte a cui è inevitabile andar fuori di sé – seduti al volante siamo davvero noi stessi. Inebriati dall’illusione di anonimato che offre l’abitacolo, appena indossiamo quella sorta di esoscheletro a motore che è l’automobile ci trasformiamo. Un po’ come i lupi mannari: con la differenza che a loro serve la luna piena, all’automobilista basta che di pieno ci sia il serbatoio. Dal maschio alfa, al maschio Alfa Romeo. Allacciando le cinture, ci liberiamo da titoli, ruoli, maschere e finzioni. E ci mostriamo per come realmente siamo: prepotenti o ansiosi, cinici o vendicativi, pavidi o esibizionisti. Se dietro a quella immagine rispettabile da buon padre di famiglia si nasconde un mezzo esaltato, se sotto il tailleur impeccabile si cela un’amazzone della strada, state sicuri che quando guidate si nota benissimo. Sperando, però, che la targa si noti meno e nessuno chiami la Stradale.
Si intitola Cogito ergo Suv la guida semiseria del giornalista, scrittore e vignettista modenese Carlo Mantovani (edita i Robin&Sons), composta da introduzione, 20 capitoli per descrivere i vari personaggi della strada e tante vignette a corredo realizzate dallo stesso autore, che per la Nuova cura la rubrica del venerdì “Le radici del gusto”, abbinando le piante storiche del Ferrarese alla gastronomia.
Si intitola Cogito ergo Suv la guida semiseria del giornalista, scrittore e vignettista modenese Carlo Mantovani (edita i Robin&Sons), composta da introduzione, 20 capitoli per descrivere i vari personaggi della strada e tante vignette a corredo realizzate dallo stesso autore, che per la Nuova cura la rubrica del venerdì “Le radici del gusto”, abbinando le piante storiche del Ferrarese alla gastronomia.
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