La Nuova Ferrara

Uno “Stabat Mater” aperto a poesia e arte 

Uno “Stabat Mater” aperto a poesia e arte 

Domani al Comunale oltre al concerto sarà proiettato il video della speciale performance di Cossio

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Dalla composizione musicale alla performance artistica: il pittore Giacomo Cossio tornerà nella nostra città in occasione del concerto “Stabat Mater”, che si terrà domani sera, alle 21, al Teatro Comunale “Claudio Abbado”. Durante la serata l’ensamble “Il suonar parlante”, diretto da Vittorio Ghielmi, interpreterà una delle più celebri versioni contemporanee della melodia gregoriana, realizzata nel 1985 dall’estone Arvo Pärt. Accompagnerà il concerto la lettura di alcune poesie tratte dal libro Caduto fuori dal tempo, di David Grossman, selezionate da Monica Pavani, nonché l’opera realizzata ad hoc da Cossio, una performance che verrà proiettata durante l’esecuzione.
Cossio, la platea ferrarese ha imparato a conoscerla per gli approfondimenti dedicati agli artisti del Novecento che hanno vissuto l’esigenza di esprimersi in modo radicale, “cristologico” a suo modo di vedere. Ora sarà lei a mettersi in gioco, proponendo una visione originale. Cosa bisogna aspettarsi da questo lavoro?
«Il video, realizzato da Francesco Mancin, mostrerà un processo di genesi, ovvero ciò che succede quando l’artista lavora. I gesti, gli assemblaggi, le mani che impastano, muovono, cancellano, e infine completano una sorta di coagulo pittorico. La musica seguirà la metamorfosi, dialogando con la dinamica della creazione».
Quali sono le suggestioni che l’hanno mossa?
«Ascoltando l’esecuzione di Arvo Pärt - spiega Cossio - mi è sembrato di accedere ad una dimensione antica, oltre che contemplativa. Per questo ho deciso di recuperare una pittura lontana nel tempo e nei toni da quella attuale. Le immagini che ho scelto come base di partenza per la manipolazione appartengono a Bellini, Van der Weyden, El Greco. Il percorso sviluppato da Pärt è simile a quello sviluppato da Umberto Eco ne Il nome della rosa: è il contemporaneo che si misura con l’antico, con la musica gregoriana, i madrigali, Hendel, i Canoni. Ho cercato, dal punto di vista iconografico, di lavorare assecondando la stessa dinamica».
Dopo il sold out del ciclo “Vite al limite” e la performance in programma al Comunale quali sono le prossime iniziative in calendario?
«Per il momento no, ma di idee ce ne sono tante. Sicuramente mi farà piacere continuare a collaborare con Ferrara Off. Credo che il percorso intrapreso dal teatro rispetto alla città sia particolarmente interessante, e che assomigli un po’ a quello dei carbonari. Senza esagerare - chiude -: mina le sicurezze della gente, favorisce la crescita di un pubblico consapevole, più cosciente».
Matteo Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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